COREA DEL NORD. “Trump vuole la totale subordinazione del mondo”

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Kim Jong-un ha condannato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la sua politica espansionistica, che, dice Kim, cerca «la totale subordinazione del mondo».

«Questo dato ha completamente rivelato quale sia lo scopo primario della politica dell’America: quello che la banda di Trump sta gridando ad alta voce, non è altro che la proclamazione di un’aggressione volta a tenere il mondo sospeso secondo il loro gusto e la propria libera volontà» ha detto Kim in occasione della quinta Conferenza dei presidenti di cellula del Partito dei Lavoratori della Corea il 21 dicembre, ripresa da Kcna. I presidenti di cellula sono coloro che guidano le unità di livello più basso del partito, che vanno dai cinque ai 30 membri.

La nordcoreana Krt Tv, il 22 dicembre, ha messo in onda il video dell’evento in cui si vedono Kim e gli alti funzionari nordcoreani, tra cui la sorella Kim Yo Jong, alla riunione di partito a Pyongyang.

Nel suo discorso Kim ha continuato dicendo che nessuno poteva negare che la Corea del Nord si fosse rapidamente affermata come Stato “nucleare” e che era in grado di rappresentare una minaccia nucleare sostanziale per gli Stati Uniti. Il leader della Corea del Nord ha sostenuto che la forza nucleare in rapido sviluppo del paese sta «esercitando una grande influenza» sulla comunità internazionale: «Anche se le sfide gravi, che non devono essere trascurate ci sono davanti, non ci sentiamo delusi, né ne abbiamo paura, ma siamo ottimisti sui progressi della nostra rivoluzione in questa situazione», ha detto Kim.

Sempre il 22 dicembre, il ministero degli Esteri della Corea del Nord ha ribadito che la nuova strategia di sicurezza nazionale di Trump come un «documento criminale» che cerca la «totale subordinazione di tutto il mondo». Il Ministero nordcoreano ha detto che la strategia di sicurezza nazionale cerca di «soffocare il nostro paese e trasformare l’intera penisola coreana in un avamposto americano».

Nel documento, presentato il 18 dicembre scorso, Trump ha detto che Washington doveva confrontarsi sia con la Cina che con la Russia e affrontare la sfida posta dai programmi di sviluppo missilistico e nucleare della Corea del Nord.

Antonio Albanese