COREA DEL NORD. “Trump ti teniamo d’occhio, stai attento”

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La Corea del Nord ha detto, il 9 settembre, che osserverà ogni mossa degli Stati Uniti per imporre nuove sanzioni Onu su Pyongyang. Choe Hui-chol, vice ministro degli Affari esteri, ha incontrato gli ambasciatori stranieri in Corea del Nord per informarli sul sesto test nucleare di Pyongyang, secondo Kcna.

Durante la riunione, Choe ha detto che il test della bomba H era di «grande importanza» nello sviluppo nordcoreano di una «forza nucleare statale». «Ora gli Stati Uniti stanno ancora facendo osservazioni irresponsabili sul fatto che la Rpdc vuole una guerra e che ignori la volontà della comunità internazionale, mentre parte nell’arena delle Nazioni Unite una campagna che denuncia il test della bomba H per Icbm della Rpdc», riporta l’agenzia di stato nordcoreana.

«Non faremo nemmeno un passo indietro dalla strada intrapresa, ma continueremo a rafforzare la deterrenza nucleare di autodifesa per difendere il nostro governo e il popolo dalla minaccia della guerra nucleare degli Stati Uniti (…) Gli Stati Uniti non dovrebbero mai dimenticare la posizione della Rpdc come potenza nucleare a pieno titolo (…)  e la Rpdc continuerà a sorvegliare ogni movimento degli Stati Uniti».

In questi giorni Washington, infatti, ha formalmente chiesto che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite tenga una votazione l’11 settembre su una risoluzione che imponga nuove sanzioni alla Corea del Nord in risposta al sesto test nucleare.

La missione degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite ha rilasciato una dichiarazione in cui si affermava l’ intenzione di convocare una riunione del Consiglio di sicurezza per votare l’11 settembre sul progetto di risoluzione che impone ulteriori sanzioni al Nord, secondo Afp.

All’inizio della settimana, gli Stati Uniti avevano diffuso il progetto di risoluzione, che chiede tra l’altro di imporre un embargo petrolifero al Nord, congelando i beni del leader nordcoreano Kim Jong-un e vietando le esportazioni tessili dal Nord. Cina e Russia, che hanno più legami con Pyongyang di qualsiasi altra nazione, si oppongono alle misure nel loro complesso, ad eccezione del divieto sui tessili, posizione ribadita durante una riunione di esperti tenuta l’8 settembre.

Antonio Albanese