COREA DEL NORD. Tokyo e Seul, le prime vittime

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La Russia condanna le azioni provocatorie degli Stati Uniti nei confronti della Corea del Nord, così come i tentativi di Washington di coinvolgere Tokyo e Seul nelle provocazioni, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, aggiungendo che Giappone e Corea del Sud «diventeranno le prime vittime, in caso di scoppio di una guerra sulla penisola coreana».

Secondo Lavrov, Pyongyang si è astenuta dal lanciare missili per oltre due mesi prima di quello del 29 novembre; Lavrov ha poi detto che i funzionari statunitensi avevano detto alla Russia che le prossime esercitazioni americane vicino ai confini nordcoreani non erano previste fino alla primavera 2018, riporta Sputnik. «Abbiamo lavorato con Pyongyang. Poi, improvvisamente due settimane dopo che gli Stati Uniti ci avevano inviato il segnale (di essere pronti al dialogo), a dicembre hanno annunciato esercitazioni impreviste. C’è l’impressione che stavano deliberatamente provocando Kim Jong Un, per fargli interrompere la pausa e cedere alle loro provocazioni», ha detto Lavrov.

La dichiarazione di Lavrov è arrivata il 2 dicembre, durante l’arrivo dei primi caccia americani per le esercitazioni congiunte Stati Uniti-Corea del Sud, che si apriranno il 4 dicembre, e definite da Pyongyang una provocazione. 

Kcna, infatti, ha diramato un comunicato del ministero degli Affari Esteri nordcoreano che commenta proprio l’esercitazione: «Gli Stati Uniti hanno pubblicamente ammesso che l’obiettivo dell’esercitazione è migliorare la reale capacità di combattimento per disabilitare le basi strategiche principali della Rpdc nelle prime fasi della guerra (…) L’Amministrazione Trump elemosina la guerra nucleare facendo una scommessa nucleare estremamente pericolosa sulla penisola coreana (…) gli Stati Uniti sono impegnati in successive provocazioni militari (…) portando la situazione della penisola coreana sull’orlo della crisi.

Le mosse degli Stati Uniti per “demonizzare” la Rpdc, condannando nel contempo le sue legittime e giuste misure per rafforzare l’autodifesa della deterrenza nucleare definendola come minaccia alla pace e alla sicurezza globali, possono essere considerate come un preludio alla guerra nucleare, poiché queste mosse sono volte a creare un pretesto per un attacco nucleare alla Rpdc (…) Gli ultimi sviluppi dimostrano ancora una volta chiaramente che la pace e la sicurezza della penisola coreana e del mondo possono essere mantenute solo quando si stabilirà un effettivo equilibrio di forze tra la Rpdc e gli Stati Uniti (…)

Se la penisola coreana e il mondo fossero coinvolti in una guerra nucleare a causa della temeraria mania bellica degli Stati Uniti, gli Stati Uniti dovranno assumersene la piena responsabilità», minaccia Pyongyang.

Antonio Albanese