COREA DEL NORD. Tokyo dice basta alle minacce di Pyongyang

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Le capacità nucleari e balistiche della Corea del Nord sono cresciute fino a raggiungere un livello «senza precedenti, critico e imminente», e richiedono «risposte diversificate» alla minaccia. È quello che ha detto il ministro nipponico della Difesa, Itsunori Odonera, ad un incontro trilaterale con i suoi omologhi Usa e sudcoreano a margine del vertice della Difesa Asean nelle Filippine.

Onodera, ripreso dall’australiano 9News, ha detto che questa crescente minaccia costringe il suo paese ad avallare l’opinione degli Stati Uniti, secondo cui “tutte le opzioni” devono essere prese in considerazione, incluse possibili azioni militari.

Il Giappone è stato messo in allerta massima dalla Corea del Nord due volte, con dei missili che hanno attraversato il territorio giapponese ad agosto e settembre. Le osservazioni di Odonera sono state fatte all’inizio della trilaterale nelle Filippine con il segretario alla Difesa statunitense Jim Mattis e il ministro della Difesa della Corea del Sud, Song Young-moo.

Onodera ha affermato che l’ultimo test nucleare sotterraneo della Corea del Nord avrebbe potuto essere una bomba a idrogeno, molto più potente di una bomba atomica: «Il paese ha costantemente migliorato la sua capacità nucleare e missilistica», ha dichiarato Onodera, che ha aggiunto: «La minaccia rappresentata dalla Corea del Nord è cresciuta fino a raggiungere un livello senza precedenti, critico e imminente (…) Pertanto, dobbiamo dare risposte calibrate e diversificate per far fronte a questo livello di minaccia», senza spiegare cosa Tokyo intenda per risposte “diversificate”.

Pyongyang ha preso di mira più volte il Giappone; recentemente, Rodong Sinmun, commentando le uscite del ministro degli Esteri giapponese Kono, in Danimarca, sulla necessità di una pressione costante sulla Corea del Nord aveva tuonato contro il Giappone: «È ridicolo per il Giappone strombazzare sulla pressione massima (…) Ora la politica economica delle autorità giapponesi si è trovata di fronte a una sventura. Le forze al potere stanno rimescolando le carte per eludere la loro crisi (…) i reazionari giapponesi stanno anche cercando di realizzare il loro obiettivo di militarizzazione e alimentare l’ambizione per la re-invasione abusando della crescente tensione sulla penisola coreana (…) Se il Giappone, un parassita che vive sotto l’ala degli Stati Uniti, osa continuare nella ricerca di uno scontro con la Rpdc, affronterà solo un destino amaro».

E Trump? Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che il suo paese è «totalmente pronto» a rispondere alla Corea del Nord, sulla scia delle sue minacce nucleari e balistiche.

In un’intervista trasmessa il 22 ottobre su Fox News, Trump ha chiarito che avrebbe usato l’opzione militare contro Pyongyang, se necessario. «Sareste scioccati nel vedere quanto siamo totalmente preparati visto che abbiamo bisogno di esserlo. Sarebbe bello non farlo? La risposta è sì». Trump ha anche elogiato il presidente cinese Xi Jinping per le sue azioni contro la Corea del Nord: «Lui è per la Cina e io sono per gli Stati Uniti, ok? Così iniziamo con questo, ma abbiamo un ottimo, direi un eccezionale, relazione (…) E la Cina ci sta davvero aiutando, e bene, anche per quanto riguarda la Corea del Nord: il 93 per cento delle cose che vanno in Corea del Nord passano attraverso la Cina. La Cina sta lavorando alla grande».

Antonio Albanese