COREA DEL NORD. “Seul e Washington sono sciocchi se pensano che…”

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La Corea del Nord finora non ha risposto all’offerta sudcoreana di intavolare colloqui militari. 

La richiesta è stata fatta all’inizio della settimana scontrandosi con il silenzio ufficiale di Pyongyang: «Il ministero della Difesa sollecita la Corea del Nord a rispondere immediatamente alla nostra proposta», ha detto il 21 luglio il ministero della Difesa della Corea del Sud. In una serie di comunicati della Kcna, comunque, Pyongyang ha manifestato la sua indisponibilità a simili colloqui con quelli che definisce “burattini degli Usa”, rigettando anche la politica del doppio binario messa su da Moon Jae-in. Questa posizione politica sostiene le sanzioni contro il governo di Kim Jong Un, ma vuole aumentare il dialogo inter-coreano.

Il ministro della Difesa a Seoul aveva proposto di tenere i colloqui con Pyongyang il 21 luglio per riaprire il canale militare tra i due paesi per ridurre gli errori di comunicazione in un momento in cui le tensioni sono alte vesto i test continui del Nord si nucleari che missilistici. Si è trattata, troviamo in VoA, della prima apertura formale della Corea del Sud da quando i colloqui transfrontalieri si sono interrotti all’inizio dello scorso anno sotto il governo di Park Geun hye.

Il Rodong Sinmun, il 20 luglio, ha definito “sciocchi” gli sforzi di Seul e ha indicato che le relazioni inter-coreane non miglioreranno finché Seoul sosterrà le sanzioni contro Pyongyang.

La Cina ha proposto che gli Stati Uniti sospendano le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud e in cambio la Corea del Nord sospenda ulteriori test missilistici e nucleari; ma nessuna delle parti ha accettato la proposta; Moon Jae-in ha proposto la riapertura del complesso industriale di Kaesong e del monte Kumgang, progetti che generano milioni di dollari di entrate in cambio del congelamento dei test nordcoreani.

Per Pyongyang, la vera bestia nera è la posizione di Washington. Gli Usa hanno detto che per riprendere il dialogo occorre che la Corea del Nord adotti misure concrete per fermare il suo programma nucleare e accettare di discutere la questione della denuclearizzazione. Pyongyang ha detto che la questione non è sul tavolo; inoltre, come ha ricordato il nuovo direttore della Cia, Mike Pompeo, l’obiettivo ultimo degli Stati Uniti è quello di rimuovere Kim Jong Un da leader della Corea del Nord, contraddicendo le dichiarazioni del Segretario di Stato americano Rex Tillerson, il quale aveva detto a maggio 2017 che gli Stati Uniti non cercavano cambiamenti di regime in Corea del Nord. Pyongyang per tutta risposta continua a minacciare l’olocausto nucleare in terra statunitense. 

Antonio Albanese