COREA DEL NORD. Sempre più pescherecci cinesi nelle acque di Pyongyang

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I pescherecci cinesi stanno conducendo sempre più attività di pesca illegale nelle acque della Corea del Nord a seguito delle restrizioni nordcoreane sulla pesca derivanti dai timori per covid-19, riporta Daily NK: «Le barche cinesi vengono sempre più spesso nelle nostre acque per pescare (…) Ci sono state molte lamentele da parte dei pescatori nord coreani su come le barche da pesca cinesi stanno prendendo tutto il pesce». 

«Ci sono così tante barche cinesi che pescano illegalmente nelle acque della Corea del Nord che i militari nordcoreani spareranno in aria – e a volte anche alle barche – per spaventarli. Ma questo non ha molto effetto (…) Le barche cinesi sono così veloci che quando le navi militari si dirigono verso le acque cinesi per intercettarle, le barche cinesi sono fuggite di nuovo verso le acque cinesi», riportano le fonti di Daily NK.

Le autorità nordcoreane da tempo vendono ai cinesi i diritti di pesca in aree specifiche per aumentare il flusso di valuta estera nel paese. Il costo di una licenza di tre mesi per pescare nelle acque nordcoreane è di 57.000 dollari, secondo un rapporto pubblicato dal gruppo di esperti del Comitato delle sanzioni Onu. La Corea del Nord avrebbe guadagnato circa 120 milioni di dollari nel 2018 grazie alla vendita di questi permessi di pesca. Va ricordato che la risoluzione 2.397 del Consiglio di sicurezza dell’Onu vieta l’acquisto di licenze di pesca dalla Corea del Nord. 

Solo tre o quattro ore in un mare pescoso possono far guadagnare fino circa 2.794 dollari con la vendita del pesce. 

L’improvviso aumento della pesca illegale da parte dei pescherecci cinesi è una diretta conseguenza delle restrizioni imposte dal governo nordcoreano alle imbarcazioni nordcoreane per il covid-19: «La Corea del Nord teme che il coronavirus entri nel Paese via mare, quindi il governo ha limitato l’attività di pesca (…) Il numero di pescherecci attivi è circa un terzo di quello che erano prima dell’inizio della pandemia (…) Le barche cinesi entrano di notte nelle acque nordcoreane per spazzolare via tutto il loro pesce (…) I pescatori dicono che, dato che le barche nordcoreane non pescano da un po’ di tempo, ci sono più pesci che mai». 

Graziella Giangiulio