COREA DEL NORD. Scuole e università chiuse per un mese: rischio coronavirus elevato

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La Corea del Nord ha deciso di chiudere tutte le sue scuole per un mese a partire dal 20 febbraio, con una mossa a sorpresa che arriva dopo che le autorità nordcoreane hanno chiuso il confine sino-nord coreano e hanno implementato un “sistema di controllo delle malattie d’emergenza” per prevenire un’epidemia di Covid-19.

«Tutti i centri di assistenza all’infanzia, le scuole materne, le scuole primarie e secondarie insieme alle università al di fuori di Pyongyang saranno chiusi per un mese a partire dal 20 febbraio», riporta Daily NK.

Gli studenti delle università di Pyongyang, tuttavia, hanno ricevuto ordini leggermente diversi dal governo: «A coloro che vivono in città è stato detto di rimanere a casa, mentre quelli provenienti da altre parti del Paese sono confinati nei loro dormitori. Non gli è permesso di tornare a casa».

Ci sono generalmente pochissimi studenti che frequentano le università provinciali di altre zone del Paese, ma gli studenti meritevoli di tutto il Paese frequentano le università di Pyongyang. Questi studenti, in sostanza, sono stati messi in quarantena nei loro dormitori per un mese.

«Le autorità hanno probabilmente impedito a questi studenti di lasciare Pyongyang perché non c’è modo di sapere se sarebbero tornati con il coronavirus», prosegue Daily NK.

La decisione in definitiva ha lo scopo di proteggere Pyongyang, la “capitale della rivoluzione”, da un’epidemia di Covid-19.

La decisione avrebbe sorpreso i nordcoreani, perché le autorità non avevano preso una simile misura durante le epidemie di Sars o Mers nel 2003 e nel 2015; e si diffonde il timore che, nonostante le smentite, si sia già verificata una epidemia di Covid-19.

La Corea del Nord, infatti, non ha ancora confermato la presenza di casi di coronavirus nel Paese, nonostante si trovi al confine con la Cina.

Il ministro della Salute della Corea del Nord è apparso sulla Tv di Stato per quattro giorni di fila questa settimana per confermare che la Corea del Nord è libera da virus. Il regime ha anche chiuso le frontiere con la Cina e ha sospeso le visite turistiche, riporta Arirang.

Inoltre è in vigore una rigorosa quarantena fino a 30 giorni su tutti i viaggiatori in arrivo. 

«Abbiamo informazioni secondo cui un cittadino di Pyeongyang che ha visitato la Cina è stato infettato. E c’è stato l’ordine al Nord di bruciare tutti i cadaveri, quindi non possiamo escludere la possibilità di morte per il virus», prosegue la testata sudcoreana.

Il virus potrebbe essere stato diffuso dai lavoratori nordcoreani che sono tornati a casa dalla Cina a dicembre 2019, dopo lo scoppio dell’epidemia.

Anche il contrabbando o gli scambi tra nordcoreani e cinesi sono tra i possibili fattori di contagio. I nordcoreani comuni potrebbero non essere consapevoli di essere infetti, confondendo i sintomi del coronavirus con altre malattie respiratorie comuni nel paese.

Antonio Albanese