COREA DEL NORD. Sarà Trump a far scoppiare le guerra

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Anche se Trump ha fatto delle “aperture” diplomatiche nei suoi interventi a Seul e a Pechino, la stampa di regime nordcoreana torna all’attacco affermando di temere la “lunaticità” di Donald Trump che può scatenare una guerra nucleare in ogni momento. Il Rodong Sinmun, in un editoriale del l’8 novembre, riprende il tema di politica interna Usa riguardante la limitazione del potere assoluto del presidente di dichiarare guerra, per poi puntare il dito su una sua presunta insanità mentale: «I fatti dimostrano che le osservazioni bellicose e la frenesia della guerra di Trump hanno raggiunto la fase estrema e non sono più permesse. Nessuno sa quando scoppierà una guerra nucleare tra la Repubblica Democratica Popolare di Corea e gli Stati Uniti, a causa del comportamento sconsiderato e frenetico di Trump.

La temerarietà dell’insensato Trump e del suo clan può portare a una guerra nucleare contro la Rpdc in qualsiasi momento. Nessuno può, poi, affermare che ciò non porterebbe alla guerra termonucleare mondiale. Gli Stati Uniti sono interamente responsabili di questa grave situazione (…) Il comportamento isterico di Trump porta solo paura e disagio alla società statunitense. Gli Stati Uniti e tutti gli altri paesi del mondo non potranno mai essere liberi dall’incubo di una guerra nucleare fintanto che Trump avrà il permesso di muoversi in libertà e finché continuerà la politica ostile nei confronti della Rpdc».

A queste parole fanno eco i commenti del segretario di Stato Usa Rex Tillerson, ripresi da Yonhap, secondo cui ci sono “chiari segni” che le sanzioni imposte alla Corea del Nord stanno facendo effetto: «Ci sono segnali chiari, e la delegazione cinese ha condiviso con noi alcuni dei segni che stanno vedendo (…) Vediamo alcuni segnali attraverso l’intelligence e attraverso altre fonti che le sanzioni stanno creando un certo stress nell’economia della Corea del Nord, potenzialmente anche all’interno dei loro militari».

Le sanzioni sono state pensate per tagliare le entrate per il regime comunista e fermare il suo programma di sviluppo missilistico e nucleare.

Antonio Albanese