COREA DEL NORD. Pyongyang fa il test ai suoi nemici

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Il lancio dello sud nordcoreano è servito più a testare le reazioni dei nemici di Pyongyang che la strumentazione tecnica. La Corea del Nord ha commentato il 30 maggio l’ultimo lancio di un missile balistico.

Kim Jong-un ha guidato e dato il via al lancio «in grado di effettuare un attacco di precisione», riporta Kcna. «Il missile balistico si è diretto oriente (…) e ha colpito correttamente il punto di destinazione previsto con una deviazione di sette metri», ha detto. Kcna ha detto che il lancio del test ha «verificato la stabilità in volo del missile caricato con una testata di prova e con ali di controllo nella sezione di volo attiva». Kim Jong un ha paragonato il missile ad un «fucile da cecchino (…) e un colpo così preciso colpisce gli occhi dei nemici» per la sua capacità di colpire obiettivi sia in terra che in mare.

Il leader nordcoreano ha anche espresso la soddisfazione per il «processo di preparazione automatizzato del lancio» del missile. Kim ha detto che «il razzo, apparso per la prima volta nella piazza della parata militare che segnava il Giorno del Sole (la festa per Kim Il sung), è un arma di precisione (…) Il nostro partito apprezza molto questo successo». Kim ha ordinato «lo sviluppo continuo di armi strategiche più potenti» basate sul successo di questi lanci.

Restano però dei dubbi sul significato effettivo del lancio di tipo di missile di cui Pyongyang ha ampia disponibilità; per il quotidiano nipponico Asahi Shimbun «la Corea del Nord ha già un forte arsenale di missili affidabili a corto raggio. Di solito non è necessario testare di più per migliorare la sua tecnologia, come deve fare con i suoi missili meno affidabili a raggio più lungo».

Pyongyang sta cercando di utilizzare il test per dimostrare che può colpire gli obiettivi statunitensi vicini e lontani e sottolineare la sua sfiducia nell’efficacia della pressione che gli Stati Uniti e i suoi alleati stanno ponendo su Pyongyang. Inoltre ha dimostrato a Seul che i suoi scud sono in grado di colpire le truppe statunitensi nella Corea del Sud e che i due nuovi missili testati all’inizio di questo mese hanno raggi di azione potenziali che includono Giappone, Guam e persino l’Alaska.

Antonio Albanese