COREA DEL NORD. Pyongyang spinge per la pace formale con Seul

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Dal 26 luglio i media della Corea del Nord hanno intensificato gli appelli ad accelerare gli sforzi per dichiarare la fine formale della guerra di Corea per contribuire a prevenire futuri conflitti e garantire una pace duratura nella penisola coreana: «Non c’è alcuna garanzia pratica che il circolo vizioso dell’escalation delle tensioni non si ripeta finché rimane lo stato attuale di tregua», si legge in un editoriale pubblicato da Uriminjokkiri, il sito web di propaganda diretta all’esterno della Corea del Nord, «E nessuno può essere sicuro che la situazione non precipiti verso il baratro della guerra». 

Uriminjokkiri, poi, così prosegue:«Il metodo fondamentale per evitare che si verifichino situazioni così gravi è che il Nord e gli Stati Uniti pongano quanto prima termine all’armistizio, dichiarino la fine della guerra e instaurino un solido regime di pace nella penisola coreana». Uriminjokkiri ha poi aggiunto che gli Stati Uniti hanno la responsabilità e l’obbligo di guidare gli sforzi per dichiarare la fine della guerra di Corea essendo un paese che ha avviato e aderito alle ostilità. Il sito nordcoreano ha anche esortato gli Stati Uniti a fare del loro meglio per far rispettare quanto concordato durante il vertice con la Corea del Nord del mese scorso, dicendo che la fine formale della guerra può essere il suo primo passo. 

Il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in e il leader della Corea del Nord Kim Jong-un hanno concordato nel loro vertice dello scorso aprile di lavorare per porre formalmente fine alla guerra del 1950-53 entro quest’anno e sostituire l’armistizio che pose fine alle ostilità con un trattato di pace definitivo. I due hanno inoltre convenuto di avviare colloqui a tre o quattro con gli Stati Uniti e possibilmente con la Cina per instaurare un regime di pace solido e duraturo nella penisola coreana. La guerra di Corea si concluse con un armistizio firmato il 27 luglio 1953, lasciando la Corea del Sud e quella del Nord tecnicamente in uno stato di guerra. 

Dopo i colloqui ad alto livello con il Segretario di Stato americano Mike Pompeo a Pyongyang all’inizio di questo mese, Pyongyang ha manifestato il suo dispiacere per gli Stati Uniti senza menzionare «la questione dell’instaurazione di un regime di pace nella penisola coreana, che è essenziale per disinnescare la tensione e prevenire una guerra», riporta Yonhap. 

Antonio Albanese