COREA DEL NORD. Pyongyang richiama i suoi in vista della guerra

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La Corea del Nord avrebbe ordinato, a circa 170.000 dei suoi lavoratori all’estero, di rientrare a seguito del bando internazionale contro l’utilizzo della sua forza lavoro in Cina e Russia.

L’Asahi Shimbun riporta che l’ordine dal regime di Kim Jong Un si applica a tutti i lavoratori in Cina e Russia, tra cui i 120.000 lavoratori nelle fabbriche cinesi e nei ristoranti nordcoreani in Cina.

La Russia ha anche una forza lavoro attiva della Corea del Nord di circa 50.000 persone.

I lavoratori nordcoreani nella città di confine di Dandong potrebbero esser già rientrati in Corea del Nord, dimostrando la rapidità con cui Pyongyang gestisce i suoi cittadini, dopo l’ adozione di nuove sanzioni da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La partenza dei lavoratori nordcoreani comporta anche minori rimesse ed entrate in valuta estera per la Corea del Nord. Le sanzioni contro i lavoratori della Corea del Nord potrebbero rivelarsi un’arma a doppio taglio per Pyongyang.

Anche se i lavoratori aumentano le entrate del regime, la loro presenza nel mondo esterno potrebbe anche mettere in discussione o minare l’autorità della leadership nordcoreana. Sempre più nordcoreani stanno conoscendo il mondo esterno alla Repubblica di Kim, ma quanti decidono di non rientrare, o anche di fuggire dal paese, affrontando gravi rischi, devono prepararsi alla peggiore delle ipotesi: il rimpatrio coatto effettuato dalle autorità cinesi.

Ad esempio, il quotidiano sudcoreano Kukmin Ilbo riportava il 9 novembre che un gruppo di cinque rifugiati era stato rimpatriato da Baishan, nella provincia di Jilin, dopo essere stato arrestato dalle autorità cinesi.

Nel frattempo, la Corea del Nord ha minacciato di distruggere gli Stati Uniti con una «raffica di  attacchi concentrati» in un articolo in cui torna ad accusare Donald Trump di voler cercare di scatenare la Terza guerra mondiale. Il Rodong Sinmum, ha detto che Washington stava cercando di scatenare una guerra nucleare, perché sta conducendo esercitazioni militari alle sue porte di casa: «Abbiamo chiaramente dimostrato la volontà di distruggere senza pietà i maniaci della guerra con una raffica di attacchi concentrati poiché loro stanno distruggendo la pace sulla penisola coreana e la stabilità regionale e portano la situazione sull’orlo di una guerra nucleare».

Antonio Albanese