COREA DEL NORD. Pyongyang minaccia Pechino

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La Corea del Nord ha chiaramente chiesto alla Cina di non incrementare le sanzioni contro Pyongyang, minacciando «conseguenze catastrofiche» nelle loro relazioni bilaterali. Pyongyang ha lanciato l’avvertimento attraverso una nota della sua agenzia ufficiale Kcna uscita il 22 aprile, riporta Yonhap. Si tratta di una cosa rara per i media di Pyongyang criticare apertamente Pechino, sebbene Kcna non abbia menzionato direttamente la Cina nella frase più “offensiva”: «Sei bravo a ballare alla musica degli altri».

Nella nota si chiama la nazione oggetto dello sberleffo «un paese intorno alla Rpdc», usando il nome ufficiale della Corea del Nord, Repubblica popolare democratica di Corea. «Non c’è stata una sola parola sull’atto statunitense di spingere la situazione nella penisola coreana sull’orlo di una guerra dopo aver messo asset strategici nelle acque fuori dalla penisola coreana, ma viene pronunciata la retorica del“passo necessario” e della “reazione a livello decisivo” da un paese intorno alla Rpdc per intimidirlo sulle sue misure di autodifesa».

«In particolare, questo paese sta parlando di immondizia in base alla quale la Rpdc deve riconsiderare l’importanza delle relazioni con esso perché possa contribuire a preservare la sicurezza della Rpdc e offrire il sostegno e l’aiuto necessari per la sua prosperità economica, sostenendo che questi ultimi non saranno in grado di sopravvivere senza, in caos di severe “sanzioni economiche” da parte di qualcuno».

Poi, Kcna ha avvertito che il paese vicino affronterà certamente una catastrofe nelle loro relazioni bilaterali, se continuerà ad applicare sanzioni economiche insieme agli Stati Uniti.

«Se il paese continuerà ad applicare sanzioni economiche sulla Rpdc, mentre danza al suono di qualcuno che vuole il male della Rpdc, potrà essere applaudito dai nemici della Rpdc, ma dovrebbe essere pronto ad affrontare le conseguenze catastrofiche nei rapporti con il Rpdc», prosegue la nota.

Questa nota sembra essere la risposta di Pyongyang agli esperti e media cinesi che hanno recentemente chiesto un aumento delle sanzioni contro la Corea del Nord, compresa la sospensione delle esportazioni di petrolio, nel caso avvenisse il suo sesto test nucleare.

Anna Lotti