COREA DEL NORD. Pyongyang entra a Taormina

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto a Shinzo Abe che lo sviluppo delle armi nucleari della Corea del Nord è un grosso problema, ma sarà certamente risolto ad un certo punto. «È un grosso problema, è un problema mondiale e sarà risolto: a un certo punto sarà risolto. Puoi scommettere su questo», ha detto Trump al primo ministro Shinzo Abe durante una riunione bilaterale a margine del G7 a Taormina, riporta Yonhap.

Il giorno prima a Washington, parlamentari sudcoreani in Usa avevano affermato che Trump aveva approvato un piano politico di quattro punti sulla Corea del Nord che si concentra sull’utilizzo di «ogni pressione possibile» mentre si cerca una soluzione diplomatica alla questione nucleare attraverso il dialogo.

Un gruppo bipartisan di politici sudcoreani si è incontrato infatti con Joseph Yun, rappresentante speciale degli Stati Uniti per la politica della Corea del Nord. Yun ha informato i legislatori sull’approccio dell’amministrazione di Trump verso Pyongyang. Un rapporto di politica globale del Dipartimento di Stato, pubblicato circa due settimane fa, comprende quattro punti strategici principali: 1) non riconoscere la Corea del Nord come uno stato nucleare; 2) imporre ogni possibile sanzione e pressione; 3) non cercare di cambiare di regime; 4) risolvere il problema con il dialogo. Il documento lascerebbe intendere che l’Amministrazione Trump potrebbe aver escluso, al momento, l’opzione militare contro il regime Kim Jong-un.

Pyongyang ha recentemente riacceso le tensioni militari attraverso una serie di test balistici, che potrebbero dar luogo allo sviluppo di un missile balistico intercontinentale in grado di raggiungere la terraferma statunitense.

La Corea del Nord ha da poco lanciato un missile di raggio intermedio e Kim Jong-un ne ha approvato la produzione per l’uso in combattimento e il 14 maggio un altro missile, che potrebbe avere un raggio di azione di circa 5.000 chilometri.

Nel frattempo, una serie di comitati nordcoreani tra cui il Comitato Svizzera-Corea e il Gruppo svizzero per lo studio della Juche, hanno pubblicato una dichiarazione congiunta a sostegno del test  della Rpdc del missile razzo balistico strategico Hwasong-12, riporta l’agenzia nordcoreana Kcna.

Sottolineando che la Rpdc ha categoricamente respinto la dichiarazione dell’Onu, che ha definito il test come una minaccia, mentre ha tollerato il lancio di missioni balistici intercontinentali degli Stati Uniti. Nella dichiarazione si legge: «La logica (…) è che gli Stati Uniti sono autorizzati a fare tutto ciò che desiderano, ma la Rpdc non è autorizzata a fare nulla. Il test dello Hwasong-12, che contribuisce a garantire la pace e la stabilità della penisola coreana, intende rafforzare la difesa e non ha avuto alcun impatto sulla sicurezza dei paesi limitrofi. Tuttavia, l’Ufficio di sicurezza delle Nazioni Unite nella sua dichiarazione stampa ha affermato che il fuoco di prova aggrava la situazione della penisola e della regione. Si tratta di un sofismo e di un complotto inaccettabile (…) Tuttavia, la Rpdc sfuggirà a qualsiasi minaccia e ricatto e continuerà a rafforzare il suo deterrente nucleare per l’autodifesa e la pace».

Antonio Albanese