COREA DEL NORD. Pyongyang contro i “canguri” australiani

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La Corea del Nord ha condannato l’Australia per quelle che considera le sue “pericolose” mosse per unirsi agli Stati Uniti contro di lei, mettendola in guardia che simili azioni potrebbero portare ad un “disastro” per il paese.

«Ultimamente, l’Australia sta mostrando pericolose mosse politiche di unirsi alle provocazioni politiche e militari degli Stati Uniti contro la Rpdc, mentre queste provocazioni aggravano la situazione della penisola coreana in una fase di touch and go», riporta la Korean Central News Agency, Kcna, che riprende un comunicato del ministero degli Esteri nordcoreano.

«Il ministro degli Esteri australiano ha personalmente espresso il suo sostegno alla posizione degli Stati Uniti che considera tutte le opzioni, compreso l’uso della forza nei confronti della Rpdc, e si è presentato a Panmunjom (…) insieme al ministro della Difesa australiano per condannare la RPDC durante la sua visita in Corea del Sud», riporta l’agenzia nordcoreana.

Il Ministero di Pyongyang ha fatto riferimento alla visita fatta dal ministro degli Esteri australiano Julie Bishop assieme al ministro della Difesa Marise Payne, al villaggio sede della tregua che pose fine ai combattimenti della guerra di Corea, il giorno prima di avere incontri con i loro omologhi sudcoreani a Seul.

Durante la visita, hanno sottolineato la necessità di «esercitare la massima pressione diplomatica» per contenere le ambizioni nucleari della Corea del Nord.

Dopo la riunione di Seul, i due ministri hanno anche rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si auspica di prendere «tutte le misure necessarie» affinché Pyongyang  adempia ai suoi obblighi internazionali e in cui si invita il regime di Kim Jong Un ad astenersi da comportamenti provocatori e ad abbandonare tutte le armi e i programmi nucleari.

Kcna, nel suo ampio servizio, afferma che l’Australia si sta preparando per la guerra sulla penisola coreana, citando un esercitazione militare congiunta con gli Stati Uniti, minacciando possibili tragiche conseguenze: «Se l’Australia dovesse continuare a seguire gli Stati Uniti nell’imporre pressioni militari, economiche e diplomatiche sulla Rpdc nonostante i nostri ripetuti avvertimenti, non sarà in grado di evitare un disastro».

Antonio Albanese