COREA DEL NORD. Putin e la carta di Pyongyang

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La Russia starebbe cercando di approfondire i legami con il governo del leader nordcoreano Kim Jong Un.

Secondo quanto riporta Nikkei Asian Review, Mosca sta mantenendo relazioni diplomatiche con la Corea del Nord, e continua a sostenerla, anche se il paese, tradizionale alleato di Pechino, è isolato.

Vladimir Putin sembra avere due motivi: può tentare di usare i suoi legami con la Corea del Nord come carta diplomatica nei suoi rapporti con gli Stati Uniti; portare lavoratori nordcoreani a basso costo in Russia per contribuire allo sviluppo della parte orientale del paese. Mosca ha recentemente iniziato i colloqui con Pyongyang per permettere a più nordcoreani di lavorare nel paese. Secondo il ministero degli Interni della Russia, i due paesi hanno tenuto un incontro intergovernativo sui lavoratori migranti a Pyongyang la scorsa settimana, come annunciato dalla Kcna. Durante i colloqui, i russi hanno definito un piano a medio-lungo termine per l’accettazione di un maggior numero lavoratori nordcoreani.

Mosca non ha fermato le esportazioni di petrolio verso Pyongyang dopo i test balistici nel mese di febbraio. Anche la Cina sta prendendo una posizione più ferma nei confronti del paese: ha deciso la sospensione delle importazioni di carbone fino alla fine dell’anno. Con la Cina a distanza, la Russia è diventata ancora più importante per Pyongyang.

La mossa della Russia può essere letta come una strategia diplomatica volta a contrastare gli Stati Uniti, che stanno cercando di rafforzare la propria posizione strategica nella regione Asia-Pacifico; maggior ragione oggi con il dispiegamento del Thaad.

Mosca spererebbe di usare la sua influenza con Pyongyang come carta negoziale con Donald Trump, sempre più preoccupato per i test nucleari del Nord e per il lancio di missili.

Secondo le statistiche del governo russo, il numero di nordcoreani in Russia con regolari permessi di lavoro è raddoppiato negli ultimi cinque anni arrivando a più di 40.000. Molti esperti ritengono che il numero effettivo di lavoratori migranti sia molto più alto se si considerassero i lavoratori irregolari.

I nordcoreani sono considerati lavoratori diligenti, e instancabili, essenziali per i progetti di infrastrutture nell’Estremo Oriente russo, come a Khabarovsk e Vladivostok.

Antonio Albanese