COREA DEL NORD. “Pronti alla guerra e al dialogo alla pari”

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I legislatori russi, che hanno visitato Pyongyang, hanno detto che la Corea del Nord non ha intenzione di disarmarsi e, anche se non vuole una guerra nucleare, è moralmente pronta a farla, riporta la Ria Novosti. «Hanno detto che non si disarmeranno, non ce n’è stato neanche alcun cenno», ha detto Svetlana Maximova, che ha fatto parte di una delegazione di legislatori russi appena tornata da una visita in Corea del Nord.

Un altro membro della delegazione, Kazbek Taisayev, ha detto: «Non vogliono la guerra, vogliono vivere normalmente, ma se c’è una minaccia da parte degli Stati Uniti, allora sono moralmente pronti per quella guerra». La Corea del Nord avrebbe espresso la sua disponibilità a partecipare ai colloqui di pace, se gli Stati Uniti riconoscessero Pyongyang come potenza nucleare.

Mosca, che, insieme a Pechino, è considerata un alleato della Corea del Nord, è stata sempre più preoccupata per l’escalation delle tensioni sulla penisola coreana. I nordcoreani «sono pronti a parlare, tuttavia la Corea del Nord ha posto una condizione: dovrebbe essere riconosciuta come una potenza nucleare» ha detto Vitaly Pashin a Russia Today. Pashin ha aggiunto che Pyongyang sarebbe preparata a parlare con Washington «in condizioni di parità» con la partecipazione della Russia come terza parte.

La Corea del Nord ha annunciato, il 29 novembre, che era diventata una potenza nucleare piena dopo aver lanciato con successo un nuovo missile balistico intercontinentale, in grado di colpire qualsiasi località degli Stati Uniti. Secondo Pashin, Pyongyang sostiene di essere stata costretta ad adottare una posizione aggressiva e avrebbe continuato con i suoi programmi di sviluppo missilistico e nucleare, perché necessari per difendere la nazione contro l’aggressione. Per Pashin, membro della Duma russa,  Pyongyang «ora si sente sicuro».

Nella dichiarazione di mercoledì, Pyongyang si è descritta come una «potenza nucleare responsabile», affermando che le sue armi strategiche sono state sviluppate per difendere la sua sovranità e i suoi diritti territoriali contro gli Stati Uniti.

Antonio Albanese