COREA DEL NORD. Pechino e Mosca in soccorso di Pyongyang all’ONU

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Cina e Russia hanno proposto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di revocare alcune sanzioni contro la Corea del Nord, che i cinesi considerano un atteggiamento responsabile per aiutare a riprendere i colloqui tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti e raggiungere la denuclearizzazione della penisola coreana in modo flessibile. 

La proposta ha esortato la Corea del Nord e gli Stati Uniti a continuare i colloqui e ha chiesto la ripresa dei colloqui a sei per facilitare una soluzione pacifica e globale alla questione coreana attraverso il dialogo, ha detto il 17 dicembre il Ministero degli Affari Esteri cinese, ripreso da Global Times. 

Il cinese Center for Korean Peninsula Studies della Shanghai University of International Business and Economics, riporta Global Times, ha detto che la completa denuclearizzazione della Corea del Nord come prerequisito per l’allentamento delle sanzioni è troppo rigida e non ha aiutato a risolvere il problema. Il progetto di risoluzione suggerisce la rimozione del divieto di esportazione di dovessi generi come frutti di mare e prodotti tessili della Corea del Nord. Ha anche chiesto di eliminare il bando per i nordcoreani che lavorano all’estero e di porre fine a una misura che richiede ai nordcoreani che lavorano all’estero di tornare a casa entro il 22 dicembre. 

I tessili sono stati la seconda maggiore esportazione della Corea del Nord dopo il carbone e altri minerali nel 2016, per un totale di 752 milioni di dollari, secondo i dati della Korea Trade-Investment Promotion Agency, Kotra; le rimesse dei lavoratori all’estero sono un’importante fonte di valuta estera per il paese. Vi si sostiene inoltre che i progetti di cooperazione intercoreana nel settore ferroviario e stradale debbano essere esenti da sanzioni. 

I negoziati sul progetto sono iniziati il 17 dicembre e il giorno del voto non è stato deciso, ma Washington è apparsa fredda alla proposta. 

Per il Dipartimento di Stato americano, ripreso da Reuters «non era il momento» per le sanzioni, accusando Pyongyang di «minacciare di condurre una nuova escalation». La Corea del Nord ha minacciato in più occasioni di poter fare “regali di Natale” diversi a Trump, se il dialogo non fosse ripreso. 

La Corea del Nord ha inviato segnali agli Stati Uniti attraverso i tour di ispezione di Kim, test missilistici a corto raggio e dichiarazioni di alti funzionari statali. 

Pyongyang ha infatti annunciato di aver condotto quelli che ha descritto come test “cruciali” al Sohae Satellite Launching Ground all’inizio di questo mese. Nel suo discorso per il capodanno 2019, Kim aveva avvertito che avrebbe potuto prendere una “nuova strada” se Washington avesse mantenuto le sanzioni bloccando la spinta del suo paese verso lo sviluppo economico. 

Antonio Albanese