COREA DEL NORD. Nuovo capo per l’intelligence di Kim Jong Un

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Kim Jong Un potrebbe aver sostituito il suo capo dell’intelligence militare e comandante della Guardia Suprema nel 2019, e sua sorella Kim Yo Jong potrebbe essere un anno più giovane di quanto stimato in precedenza, secondo il ministero dell’unificazione di Seoul.

Il rapporto annuale sulla nomenklatura nordcoreana, le loro attività, riporta che i dati più recenti suggeriscono che 23 “nuovi” funzionari sono saliti ai ranghi più alti del regime, riporta Yonhap.

Rim Kwang Il, generale dell’esercito, ha sostituito Jang Kil Song a dicembre 2019 come capo del Reconnaissance General Bureau di Pyongyang, ha detto Seoul, riporta Upi.

Kwak Chang Sik, un funzionario nordcoreano relativamente sconosciuto, ha assunto la posizione di comandante della Guardia Suprema. Secondo Yonhap, Kwak potrebbe essere apparso per la prima volta in pubblico dopo essere diventato membro del comitato centrale del Partito dei lavoratori coreani a dicembre 2019. 

La Corea del Nord potrebbe anche aver ridimensionato la Commissione militare centrale del Partito dei lavoratori. Ora ci sono 12 membri nella commissione, in calo rispetto ai 13 precedenti, e sette sono stati sostituiti. I principali funzionari nordcoreani Choe Ryong Hae, Pak Pong Ju, Kim Yong Chol e Hwang Pyong So rimangono nella commissione, prosegue Upi, che riprende fonti di Seul.

Novità anche su Kim Yo Jong: sarebbe nata nel 1988, e non nel 1987, a Pyongyang. Altri dati nuovi riguardano la leader della Moranbong Band, vere star della propagande del regime: Hyon Song Wol, che è nata nel 1977, sempre a Pyongyang.

Viene indicato anche un astro nascente della burocrazia nordcoreana: Kim Jong Gwan, nominato alla guida della Difesa a dicembre 2019, e che ha accompagnato il leader nordcoreano a Wonsan Kalma, località turistica dove il leader nordcoreano ha trascorso dei giorni per sfuggire al Covid-19. Rimando in tema di pandemia, che ufficialmente non c’è in Corea del Nord, le autorità cinesi della provincia nord-orientale di Jilin hanno avvertito il 13 maggio di una recrudescenza di casi Covid-19, ordinando l’isolamento della città. I sei nuovi pazienti, incluso un paziente asintomatico, si trovano nelle città di Shulan e Jilin. 

Il numero totale di pazienti confermati nella provincia, che confina con la Corea del Nord, è di 21, dicono le autorità cinesi.

Antonio Albanese