COREA DEL NORD. Non abbiamo dato armi chimiche ad Assad

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La Corea del Nord ha negato di aver cooperato con la Siria nello sviluppo di armi chimiche, sostenendo che le accuse sono in realtà una truffa dagli Stati Uniti per aumentare la pressione sul regime nordcoreano. Un portavoce del ministero degli Esteri nordcoreano ha detto che la Corea del Nord «si oppone alle armi chimiche» e che «come è stato chiarito più volte, la Rpdc (Repubblica Popolare Democratica di Corea) non ha un solo record di sviluppo, produzione e stoccaggio di un’arma chimica», riporta Kcna.

Secondo quanto riportato dal New York Times giorni fa, riportando come fonte un rapporto delle Nazioni Unite, la Corea del Nord ha fornito alla Siria materiali che possono essere utilizzati per produrre armi chimiche. Il documento, che non è stato reso pubblico e il cui contenuto l’Onu ha rifiutato di confermare, esamina le possibili violazioni delle sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu da parte di Pyongyang.

In una dichiarazione rilasciata all’agenzia di stampa statale Kcna, il portavoce nordcoreano ha accusato gli Stati Uniti di aver fatto forti pressioni sul Comitato delle sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e di aver «preparato» la teoria della cooperazione tra la Rpdc e la Siria: «Questo è solo un trucco per creare un’atmosfera di sanzioni contro la Rpdc e imporre un blocco marittimo su larga scala, cancellando la Rpdc per il suo presunto «possesso e proliferazione di armi chimiche» e per «giustificare la sua invasione militare in Siria», si legge nella dichiarazione. 

Nel 2013, il governo siriano si è impegnato a distruggere il suo arsenale di armi chimiche nell’ambito di un accordo negoziato da Washington e Mosca, ma da allora è stato accusato di riutilizzare sostanze vietate per scopi militari.

Il Rodong Sinmun aggiunge poi benzina sul fuoco delle sanzioni: «Trump sta tentando di spaventarci facendo osservazioni selvagge: se le sanzioni più recenti, il cui fulcro è bloccare completamente le transazioni marittime della Rpdc con altri paesi, non funzioneranno, la “fase 2 sarà molto ruvida”. Ma tali osservazioni selvagge di Trump non ci condizionano, e abbiamo preparato la nostra formula per contrastarla. È davvero miserabile vedere che Trump si aggrappa freneticamente alle sanzioni e alle pressioni, nutrendo ancora l’illusione di fare pressione su di noi (…) Gli Stati Uniti dovrebbero essere ben consigliati a guardare direttamente la posizione strategica del nostro stato con occhi spalancati e contemplare, ora, quella che sarà una scelta strategica e saggia per servire meglio gli interessi dell’America».

Antonio Albanese