COREA DEL NORD. Mosca chiede di partecipare a futuri colloqui nucleari con Pyongyang

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L’Ambasciatore della Russia a Pyongyang ha detto che la Russia e la Cina dovrebbero partecipare ai colloqui sulla denuclearizzazione della Corea del Nord dopo che gli Stati Uniti e la Corea del Nord arriveranno ad un accordo nei colloqui nucleari bilaterali. Secondo Radio Free Asia, l’ambasciatore russo in Corea del Nord Alexander Matsegora ha fatto queste osservazioni durante un’intervista rilasciata all’agenzia russa Tass

L’inviato russo ha sottolineato che la Russia e la Cina dovrebbero unirsi ai colloqui per la denuclearizzazione dopo la fase dei negoziati bilaterali tra Washington e Pyongyang, aggiungendo che le questioni della penisola coreana sono legate alla pace e alla sicurezza del nord-est asiatico e quindi riguardano anche Mosca e Pechino

Per quanto riguarda la fine improvvisa dei colloqui a livello operativo tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord in Svezia, Matsegora ha detto che i recenti sviluppi relativi alle questioni della penisola coreana stanno causando «serie preoccupazioni», nelle cancellerie dell’area.

Matsegora, ripreso stavolta da Kbs, ha anche detto che Mosca è molto interessata alla situazione nella penisola coreana in quanto direttamente collegata alla sicurezza della Russia, aggiungendo che Mosca sta cercando tutti i modi possibili per promuovere la comprensione reciproca e il terreno comune tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord.

Al Cremlino gli affari nordcoreani risaltano di interesse primario vista anche la folta presenza  di lavoratori nordcoreani nelle aree di confine e la cui presenza è sottoposta ad embargo. 

Stando a quanto riporta il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, l’Abkhazia, “stato vassallo russo”, lo definisce il giornale di Seul, sulla costa del Mar Nero, viene usato come «un luogo conveniente per eludere» le sanzioni delle Nazioni Unite che vietano l’assunzione di lavoratori nordcoreani.

L’Abkhazia è nominalmente una repubblica autonoma della Georgia, ma che dal 2008 dopo il conflitto tra Tbilisi e Mosca, si è de facto staccata dallo stato caucasico. Ha infatti dichiarato l’indipendenza dopo la guerra del 2008 tra Russia e Georgia, ma non è stata riconosciuta dalla comunità internazionale come Stato sovrano, né ha aderito alle Nazioni Unite. Non è quindi vincolata dalle sanzioni dell’Onu.

Chosun Ilbo riprende una serie id notizie in merito apparse sul Washington Post. Circa 400 nordcoreani sarebbero stati trasferiti in questo territorio: «Secondo le stime degli Stati Uniti, ogni anno inviano a casa 500 milioni di dollari in rimesse. Ma è anche il modo di Mosca di mantenere aperta una linea diretta con Pyongyang».

Antonio Albanese