COREA DEL NORD. Mercato nero e contrabbando possono aver diffuso il coronavirus

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Ad oggi la Corea del Nord non ha segnalato alcun caso di coronavirus, tuttavia gli esperti sanitari temono che potrebbero esserci molte infezioni non rilevate, dato che il Paese confina con la Cina.

La scorsa settimana, l’Oms ha detto che «non ci sono segnali … nessuna indicazione» di coronavirus nella Corea del Nord. Il governo del leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, ha fermato tutti i voli e i treni dalla Cina e ha imposto una quarantena di un mese a chiunque entri nella capitale Pyongyang.

Gli scambi commerciali tra la Cina e la Corea del Nord ammontano al 90% del totale e il confine con la Cina, lungo 1.500 km, è stato chiuso.

Tuttavia, c’è una rete commerciale sommersa, un fiorente mercato nero tra i due Paesi, il Jangmadang, quindi è molto probabile che il virus sia già entrato in Corea del Nord, riporta Londonlovesbusiness.

Il professore Nicholas David Thomas, della City University di Hong Kong e specialista in sicurezza sanitaria in Asia, ha dichiarato: «C’è una fiorente rete di mercato nero sul confine tra Corea del Nord e Cina. E così, tutto quello che serve è una persona infetta che viaggi attraverso il confine di nascosto e nessuno dei due stati lo saprebbe immediatamente».

Le cifre ufficiali fornite Pyongyang sono state messe in dubbio: negli ultimi giorni sarebbero morte diverse persone che avevano sintomi di coronavirus, ma queste notizie non sono state confermate.

Se nel paese si dovesse riscontrare la presenza di coronavirus, la malattia potrebbe diffondersi rapidamente, poiché gli ospedali sono mal equipaggiati e la maggior parte della popolazione soffre già di cattive condizioni di salute.

A causa della politica della Corea del Nord, non essendo in grado di testare il virus soprattutto nelle zone rurali, in quanto manca l’attrezzatura di base, camici e guanti di base, il virus potrebbe facilmente diffondersi in tutto il paese e nella penisola coreana.

La Corea del Sud, che confina con la Corea del Nord, ha registrato il 22 febbraio un salto di ben otto volte nei casi di coronavirus in quattro giorni. I casi sono raddoppiati da un giorno all’altro. L’epidemia in Corea del Sud è entrata in una «nuova grave fase», ha detto il vice ministro della Salute Kim Gang-lip, il 22 febbraio.

Antonio Albanese