COREA DEL NORD. L’ultimo rantolo della diplomazia

417

Il segretario alla Difesa Usa Jim Mattis è nella penisola coreana in un momento epocale, per convincere Pyongyang a fermare e smantellare il suo programma di armi nucleari. 

Ma la diplomazia sta fallendo? Si sta avvicinando la guerra?

Questo è il secondo viaggio di Mattis come capo del Pentagono a Seul, dopo le consultazioni con i partner asiatici su un approccio unificato per risolvere la crisi della Corea del Nord.

Nelle Filippine, il suo omologo giapponese ha parlato di una minaccia «senza precedenti, critica e imminente» posta dai ripetuti test balistico-nucleari nordcoreani. Si ricorderà  che per due volte, ad agosto e a settembre, i missili nordcoreani hanno sorvolato l’isola nipponica di Hokkaido, scatenando allarmi nella cittadinanza e mettendo il paese in allerta.

Di fronte all’escalation delle capacità della Corea del Nord, “Cane Pazzo” Mattis si è attenuto alla  linea della diplomazia americana e alla campagna di pressione politico-economica condotta dal segretario di Stato Rex Tillerson, il cui obiettivo è quello di costringere il Nord ad un completo e irreversibile abbandono del suo arsenale nucleare.

«Tutti sono a favore di una soluzione pacifica. Nessuno si affretta a correre alla guerra», ha detto Mattis ai giornalisti, mentre era in volo per la Thailandia e da lì, verso la Corea del Sud, ricorda Asahi Shimbun.

Ma ci sono sempre più indicazioni di un possibile scontro militare da entrambe le parti. Il consigliere per la Sicurezza nazionale del Presidente Donald Trump, H. R. McMaster, ha detto la settimana scorsa: «Siamo in una gara col tempo per non risolvere la cosa con una breve di azione militare (…) Siamo a corto di tempo».

Il 25 ottobre, Yonhap batteva le dichiarazioni della diplomazia nordcoreana all’Onu secondo cui la minaccia della Corea del Nord di testare un’arma nucleare sull’Oceano Pacifico dovrebbe essere presa “letteralmente”.

La minaccia era stata posta a settembre, quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un scatenarono una vera guerra di parole sui test nucleari e balistici di Pyongyang. Parlando a New York durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong-ho aveva messo in guardia il mondo da un potente test di una bomba all’idrogeno sul Pacifico.

«Il ministro degli Esteri è ben consapevole delle intenzioni del nostro leader supremo» ha detto alla Cnn Ri Yong-pil, vice capo del North Korean Foreign Ministry’s Institute for American Studies, in un’intervista fatta a Pyongyang, «Penso che dovreste prendere letteralmente le sue parole (…) la Corea del Nord ha sempre messo in pratica le sue parole (…) Gli Stati Uniti stanno parlando di un’opzione militare e anche di mosse militari (…) Ci stanno facendo pressioni su tutti i fronti con le sanzioni. Se pensano che questo porterà alla diplomazia, si stanno profondamente sbagliando».

Tornando a Mattis e alla sua visita sudcoreana, il ministro della Difesa Song Young-moo e il Segretario della Difesa James Mattis prevedono di visitare la Joint Security Area, dove si fronteggiano le forze sudcoreane e nordcoreane e con la Corea del Nord letteralmente a pochi metri di distanza, leggeranno una dichiarazione che esorta la nazione a fermare le provocazioni. Sarà l’ultimo rantolo della diplomazia?

Antonio Albanese