COREA DEL NORD. Lo strano accento di Kim Jong un e la sua scorta

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Tra le spigolature del recente summit intercoreano, due elementi hanno acceso la curiosità: la particolare scorta di Kim Jong un e l’accento del leader nordcoreano; i due hanno fatto una lunga chiacchierata su un ponte di legno, senza alcun aiuto.

Mentre Kim Jong-un si dirigeva verso il confine tra le due Coree, un gruppo di guardie di sicurezza circondava il leader nordcoreano in una formazione a “V”, riporta Korea Herald. 

I quattordici uomini si sono sparsi quando Kim si è avvicinato al presidente sudcoreano Moon Jae-in, in attesa alla linea di demarcazione. 

Qualche ora dopo, alla fine della sessione mattutina, Kim è salito sulla sua Mercedes per tornare brevemente nel Nord per il pranzo, e 12 delle guardie sono tornate intorno al veicolo e restando accanto all’auto mano a mano che questa accelerava, cinque uomini per lato e due nella parte posteriore. 

Nel meeting del 27 aprile, molta attenzione è stata dedicata alle misure di sicurezza e il vertice è stata la prima volta in cui Kim Jong-un è stato esposto per un periodo così lungo ai media internazionali. L’importanza della sicurezza avrebbe potuto essere anche una dimostrazione di potere «la formazione a V è solitamente usata quando si passa attraverso una folla di persone. Ma il 27 aprile, è stato probabilmente utilizzato come dimostrazione di meticolosità della Corea del Nord». 

Le guardie viste da tutto il mondo sono le truppe più d’élite dell’esercito nordcoreano. Mentre la maggior parte dei cittadini nordcoreani sono obbligati a 10 anni di servizio militare, le guardie di Kim prestano servizio per almeno 13 anni. 

Anni di rigorosa formazione ulteriore per uomini che già provengono dalle forze d’élite cui si aggiunge anche anche un’ampia analisi del carattere e dell’ideologia di ogni singola guardia del corpo. 

Accanto alle sue guardie, anche l’accento multiculturale di Kim Jong-un ha colpito molto gli osservaori in tutto il mondo. L’accento non nordcoreano di Kim è “influenzato dagli studi che il leader nordcoreano ha trascorso in Svizzera, una stranezza per il leader di un paese che ha storicamente sottolineato la sua purezza etnica e culturale. Kim, infatti, ha trascorso i suoi anni scolastici studiando in un collegio di lingua tedesca vicino a Berna, Svizzera, dove ha vissuto sotto lo pseudonimo “Pak-un” a partire dall’età di 15 anni, il che spiega il suo accento insolito, ricorda Scmp. 

Le differenze tra i dialetti della Corea del Nord e del Sud sono stati a lungo considerati come una delle principali barriere per i disertori della Corea del Nord che cercano di assimilare nella società sudcoreana. Se il Sud ha influenze pop Usa, nella Corea del Nord, impermeabile a simili stimoli, sono presenti influenze russe, al contrario, con il risultato che i cittadini nordcoreani dicono che i sudcoreani hanno difficoltà a capire il loro linguaggio, anche se entrambi tecnicamente parlano la stessa lingua, le due parti si astengono nettamente dal portare con sé interpreti alle riunioni ufficiali di alto livello. Anche questa volta non c’erano interpreti, Moon e Kim, che hanno condiviso una lunga discussione privata prima di camminare oltre il 38° parallelo, sembrava non avessero problemi a capire l’un l’altro.

Antonio Albanese