COREA DEL NORD. L’ASEAN bacchetta Kim

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I responsabili  diplomatici dell’Asean hanno espresso “gravi preoccupazioni” sull’evoluzione delle tensioni sulla penisola coreana, facendo riferimento ai due test missilistici intercontinentali della Corea del Nord dello scorso mese.

Secondo quanto riporta Yonhap, i ministri degli Esteri si sono incontrati a Manila prima delle altre riunioni Asean, tra cui il Regional Forum Asean del 7 agosto, forum chiave per la sicurezza regionale cui partecipa anche la Corea del Nord.

«Noi, ministri degli Affari esteri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico, ribadiamo le nostre gravi preoccupazioni per l’escalation delle tensioni nella penisola coreana, inclusi i test più recenti della Repubblica popolare democratica di Corea (Rpdc) di missili balistici intercontinentali Icbm del 4 e del 28 luglio 2017 e dei lanci di missili balistici precedenti e dei due test nucleari del 2016 (…) Questi sviluppi gravemente minacciano la pace, la sicurezza e la stabilità nella regione e nel mondo», si legge nella dichiarazione rilasciata dopo la loro riunione.

Hanno poi espresso il loro appoggio agli sforzi per migliorare le relazioni inter-coreane e per assicurare una pace permanente nella regione, promettendo di svolgere un ruolo “costruttivo” nel processo.

«Sosteniamo le iniziative per migliorare le relazioni inter-coreane verso la creazione di una pace permanente nella penisola coreana. L’Asean è pronta a svolgere un ruolo costruttivo nel contribuire alla pace e alla stabilità nella penisola coreana», prosegue il comunicato.

Nel frattempo, Il ministro degli Esteri della Corea del Nord è arrivato in Cina il 5 agosto in viaggio verso le Filippine per la conferenza Asean. Ri Yong-ho e quattro altri funzionari nordcoreani prenderanno dalla Cina un volo per Manila.

Il Rodong Sinmun, ha dichiarato che né sanzioni né minacce militari funzioneranno sul Nord.  Il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, non ha intenzione di incontrarsi con Ri a margine dell’Asean l’unico evento annuale in cui partecipano i principali diplomatici nordcoreani e americani.

Antonio Albanese