COREA DEL NORD. La quiete prima della tempesta di primavera

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La Corea del Nord non ha lanciato un missile da 60 giorni, nonostante le minacce e le provocazioni, lo scontro è stato verbale tra Trump e Kim. 

L’allentamento nella tempistica dei test balistici sarebbe legato al ciclo invernale di addestramento dell’esercito che alla volontà di Pyongyang di smorzare la tensione, riporta Bloomberg.

Da quando Kim Jong Un ha preso il potere, alla fine del 2011, solo cinque degli 85 lanci balistici hanno avuto luogo nel trimestre ottobre-dicembre, riporta poi il Centro James Martin per gli studi sulla non proliferazione. L’esercito popolare coreano entra regolarmente nel suo ciclo di addestramento invernale in cui si prepara ai prossimi impegni. L’autunno è dedicato dai militari alla produzione agricola, secondo il sistema nordcoreano. Questa routine significa che nei primi mesi del nuovo anno dovremmo aspettarci un’impennata nella frequenza dei test balistici. 

L’ultimo lancio della Corea del Nord c’è stato il 15 settembre, quando Pyongyang ha sparato il suo secondo missile sul Giappone; si trattava di un missile che, col suo ampio raggio di azione, poteva colpire il territorio americano di Guam.

Il Washington Post inoltre, il 30 ottobre, riportava che se il regime avesse interrotto i test nucleari e missilistici per circa 60 giorni, una simile interruzione avrebbe costituito il segnale che Washington doveva riprendere il dialogo diretto con Pyongyang; il Segretario di Stato Rex Tillerson il 10 novembre ha negato che gli Stati Uniti avessero in vista una simile opzione politica.

A fronte della “campagna invernale di addestramento” nordcoreana, l’esercito della Corea del Sud ha annunciato di star mantenendo le sue truppe in piena prontezza di combattimento contro le possibili provocazioni della Corea del Nord proprio perché soldati nordcoreani si stanno preparando per i loro mesi di formazione invernale, riporta Yonhap News.

Pyongyang però minaccia costantemente: il 14 novembre un editoriale del Rodong Sinmun, ripreso da Kcna, afferma: «Né la minaccia militare né il ricatto, né le sanzioni e le pressioni degli imperialisti statunitensi si dimostreranno efficaci davanti all’invincibile esercito rivoluzionario, alla concordia dell’esercito e del popolo della Rpdc e del suo potere basato sull’industria autarchica della difesa in grado di produrre armi ultra-moderne e hardware tecnico militare con i propri sforzi».

Antonio Albanese