COREA DEL NORD. La “preziosa spada” nucleare di Kim

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Riprende a pieno regime la guerra delle parole tra Washington e Pyongyang. Il quotidiano Rodong Sinmun, in un editoriale, torna condannare l’alleanza tra Usa e Corea del Sud, definita una vera invasione: «Il “trattato di difesa reciproca” della Corea del Sud-Usa è un documento aggressivo e traditore, il cui nocciolo è mantenere le forze di aggressione statunitensi nella Corea del Sud e nelle sue vicinanze per un periodo indefinito, mettere l’esercito di burattini sudcoreani sotto il loro stretto controllo e far fronte alla situazione sulla penisola coreana attraverso un’operazione militare congiunta. È il simbolo dell’occupazione militare statunitense della Corea del Sud e il giogo della dominazione coloniale (…) Il popolo sudcoreano non può sbarazzarsi delle miserie e delle sofferenze e l’intera nazione non può eludere la tragedia della divisione e del disastro nucleare, finché l’occupazione militare e la dominazione degli Stati Uniti sulla Corea del Sud, che sono durati per più di sette decenni, continuano».

Il giorno precedente il leader nordcoreano Kim Jong Un ha definito il programma di armi nucleari del suo paese una “spada preziosa”, che lo proteggerà dall’aggressione Usa, anche se il presidente statunitense Donald Trump continua a fare pressione sul suo regime.

Kim, riporta Kcna, ha detto al Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori che le armi nucleari erano un “potente deterrente” che garantiva la sovranità del paese contro ciò che Kim ha descritto come «prolungate minacce nucleari degli Stati Uniti».

Nello stesso intervento, il leader nordcoreano, per la prima volta, ha riconosciuto che lo stallo tra Corea del Nord, Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud e altri paesi sullo sviluppo di armi nucleari è una «complicata situazione internazionale».

Nella stessa giornata, Trump, con uno dei suoi tweet ha confermato la validità forse univoca dell’opzione militare. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha infatti fatto chiaramente riferimento all’opzione militare quando ha twittato «solo una cosa funzionerà» per porre termine al programma nucleare della Corea del Nord.

Trump ha twittato il 7 ottobre che tutti gli accordi e le negoziazioni fatte dai negoziatori statunitensi sono state tempo perso e che, appunto, «solo una cosa funzionerà».«I Presidenti e le loro amministrazioni parlano con la Corea del Nord da 25 anni, con accordi stipulati e ingenti somme di denaro versate. Non ha funzionato, gli accordi erano violati prima che l’inchiostro fosse asciutto, rendendo ridicoli i negoziatori statunitensi. Ci dispiace, ma solo una cosa funzionerà!».

Antonio Albanese