COREA DEL NORD. La Cina contrasta le sanzioni USA

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La Corea del Nord sarebbe riuscita a eludere le sanzioni e a importare di nascosto milioni di barili di petrolio nel 2018. Per questo gli USA hanno chiesto a Cina e Russia di smettere di rifornire la Corea del Nord di petrolio. 

Le navi nordcoreane sono state coinvolte in almeno 89 trasferimenti, da nave a nave, tra il 1° gennaio e il 30 maggio, importando illegalmente fino a tre volte la quantità consentita dalle Nazioni Unite, ha riferito NK News, citando i dati della Casa Bianca forniti alle Nazioni Unite. 

Anche se le petroliere coinvolte nei trasferimenti trasportassero solo un terzo del loro carico potenziale, la quantità totale di petrolio trasferito alla Corea del Nord supererebbe comunque il limite dei 500.000 barili, ha riferito il Washington Post estraendo i dati dal rapporto inviato alle Nazioni Unite.

«Se caricate a pieno carico al 90% circa, le petroliere della RPDC hanno consegnato quasi il triplo della quota del 2018, pari a 1.367.628 barili», si legge nell’articolo NK News.

Poiché la Corea del Nord ha apparentemente superato il limite fissato dalle pertinenti risoluzioni sanzionatorie, gli Stati Uniti hanno chiesto all’ONU di sospendere immediatamente tutte le spedizioni di petrolio verso il paese. «Queste vendite e qualsiasi altro trasferimento devono cessare immediatamente poiché gli Stati Uniti ritengono che la RPDC abbia violato il contingente di prodotti petroliferi raffinati per il 2018», hanno affermato gli Stati Uniti nel rapporto inviato alle Nazioni Unite.

Sia la Cina che la Russia continuano a vendere petrolio alla Corea del Nord. Gli Stati Uniti stanno chiedendo ad entrambi i paesi di tagliare i rapporti commerciali con la Corea del Nord, completamente.

A conferma del fatto che la Corea del Nord importerebbe carburanti in maniera irregolare, i prezzi del gas continuano a scendere a Pyongyang, anche se con valori alti rispetto al 2017. 

Secondo alcuni analisti, la combinazione di aumento del contrabbando, forse aiutato da una minore vigilanza da parte della Cina nell’applicazione di sanzioni e restrizioni contro il commercio illegale attraverso il confine, ha migliorato le condizioni di vendita del gas a livello locale. I prezzi del gas sono aumentati la scorsa primavera quando la Cina ha deciso di ridurre drasticamente le vendite di prodotti combustibili alla Corea del Nord, adducendo motivi finanziari (che la Corea del Nord non sarebbe stata in grado di pagare), ma la decisione è stata, molto probabilmente, influenzata anche da considerazioni politiche. 

Ora, con la moltitudine di vertici tra Kim Jong-un e Xi Jinping, e Kim e Trump, la volontà della Cina di applicare sanzioni con lo stesso vigore che ha fatto attraverso la seconda metà del 2017 e la prima metà del 2018 è probabilmente diminuita, con un impatto su questioni come i prezzi del carburante. Sembra plausibile, inoltre, che variazioni relativamente modeste dell’offerta possano modificare drasticamente i prezzi, dato che la Corea del Nord consuma già, nel complesso, una quantità relativamente modesta di benzina e gasolio.

Un’altra possibilità è che i flussi cinesi di petrolio non raffinato che arrivano attraverso l’oleodotto nella Corea del Nord nordoccidentale, ovvero attraverso Dandong e Sinuiju, siano aumentati. Questi non sono monitorati nello stesso modo in cui sono monitorate le vendite cinesi di carburante raffinato alla Corea del Nord. Questi flussi di petrolio, inoltre, non fanno parte del commercio regolare tra i paesi, e dovrebbero essere considerati più come un sostegno finanziario cinese alla Corea del Nord.

Dati recenti forniti dalla Cina indicano che le sue esportazioni di prodotti combustibili raffinati verso la Corea del Nord continuano a rimanere ben al di sotto del massimale imposto dalle sanzioni dell’ONU. Asia Press riporta un leggero aumento dei prezzi del gasolio nelle province di Yanggang e North Hamgyong, ma si tratta di un aumento piuttosto contenuto e i dati di NK Pro e Daily NK rappresentano ancora più punti di riferimento.

Antonio Albanese