COREA DEL NORD. Kim fa sapere a Trump che vuole parlare…

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L’ambasciatore della Corea del Nord in India il 21 giugno, ha offerto una moratoria condizionale sui test nucleari e missilistici del suo paese; un’apparente apertura per tenere colloqui con gli Stati Uniti.

L’ambasciatore nordcoreano Kye Chun-yong ha detto che Pyongyang è disposta a parlare in termini di congelamento dei suoi test nucleari e missilistici a determinate circostanze.

«Se le nostre richieste fossero soddisfatte, possiamo negoziare in termini di moratoria di test di armi», ha detto Kye in inglese in un’intervista pubblicata sul sito della stazione televisiva indiana Wion.

Kye ha poi detto che una delle richieste chiave è il blocco delle esercitazioni militari congiunte degli Stati Uniti con la Corea del Sud, che Pyongyang ha denunciato come una test per l’invasione mentre Seul e Washington dicono che le loro esercitazioni annuali sono di natura difensiva.

Il nuovo presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, ha detto che Seul non ha intenzione di ridimensionare le esercitazioni militari congiunte con Washington, in un’intervista con rilasciata all’americana Cbs.

Moon ha definito definito come punti di vista personali le osservazioni del suo consulente a Washington secondo cui la Corea del Sud e gli Stati Uniti potrebbero considerare di ridimensionare le esercitazioni militari congiunte in cambio di un congelamento dei test  nucleare e missilistici nordcoreani.

Ma mentre il suo ambasciatore fa aperture a Washington, Kcna pubblica l’ennesimo attacco e minacce agli Stati Uniti. «La sua politica di “massima pressione e impegno” è diversa in apparenza dagli altri, ma l’essenza è l’ostinata ostilità verso la Rpdc (…) Trump ha cercato di verificare l’efficacia della politica di pressione militare sulla Rpdc attraverso le esercitazioni militari congiunte Key Resolve e Foal Eagle. La sua amministrazione è piegata a mettere sanzioni e pressioni sulla Corea del Sud (…) Tuttavia, la Rpdc sta facendo avanzare la sua forza (…) Gli Usa ora non sanno più cosa fare con la Rpdc» si legge nell’articolo nordcoreano.

Che poco più avanti passa all’attacco: «Lo scontro nella prima metà dell’anno dimostra che la pressione più forte degli Stati Uniti ha reso la Corea comunista più potente, e ha reso il destino degli Stati Uniti più rischioso. La posizione strategica della Rpdc come potenza nucleare in Oriente e il potere missilistico in Asia sta diventando più stabile. Se gli Usa continuano ad andare avanti senza scrupoli, senza fare tesoro della lezione avuta con lo scontro con la Rpdc, affronteranno sconfitta e disonore».

Antonio Albanese