COREA DEL NORD. Pyongyang è “un pericolo imminente”

261

Pyongyang minaccia direttamente il Giappone  oltre che gli Usa. Il regime infatti ha minacciato Tokyo per la sua adesione al rafforzamento delle misure contro il regime nordcoreano. La Corea del Nord chiede però a Seul il rispetto dei trattati, mentre Mattis definisce il regime di Kim un «pericolo imminente» e Kim Jong-un è sempre più marziale.

Per eliminare la causa principale delle catastrofiche relazioni Nord-Sud e aprire un ampio sentiero per la pace e la riunificazione, occorre rispettare e attuare le precedenti dichiarazioni comuni. Così Pyongyang apre al dialogo con Seul, in un articolo, comparso il 6 giugno sul giornale  nordcoreano Rodong Sinmun, organo del partito di governo.

«La dichiarazione congiunta del 15 giugno (2000, ndr) e la dichiarazione del 4 ottobre (2007,ndr) adottata nei due vertici Nord-Sud sono i grandi programmi indipendenti per la riunificazione della nazione che dovrebbero essere rispettati costantemente per lo sviluppo delle relazioni nord-sud e la soluzione del problema della riunificazione», riporta il giornale. Questa dichiarazione arriva esattamente il giorno dopo che Pyongyang ha negato l’entrata nel paese a dei gruppi civici sudcoreani. Il 5 giugno, infatti, la Corea del Nord ha respinto le proposte di alcuni gruppi civici e religiosi sudcoreani per degli scambi in segno di protesta contro il sostegno di Seoul alle sanzioni del Consiglio di sicurezza Onu adottate la settimana scorsa dopo i recenti test missilistici di Pyongyang, riporta l’agenzia sudcoreana Yonhap.

«Non possiamo dire che i rapporti tra il Nord e il Sud migliorino automaticamente a causa dell’approvazione di alcuni aiuti umanitari e scambi civili», prosegue il quotidiano governativo in un editoriale intitolato “Nord-Sud. Le dichiarazioni devono essere rispettate e applicate”.

Nel servizio si fa riferimento alle due dichiarazioni, firmate durante i vertici inter-coreani del 15 giugno 2000 e del 4 ottobre 2007, in cui sono descritti gli accordi bilaterali per ridurre le tensioni militari, rafforzare gli scambi e la cooperazione e promuovere la reciproca riconciliazione. Questi scambi si sono bloccati dopo gli episodi del 2010 in cui rimasero uccisi 50 sudcoreani.

Il confronto militare tra Pyongyang da un lato e Washington, insieme a Seul, dall’altro, raggiunge un nuovo livello dopo l’arrivo in acque sudcoreane del sommergibile nucleare Usa, Cheyenne, che imbarca missili cruise. L’arrivo del Cheyenne segue le pesanti dichiarazioni del segretario alla Difesa Jim Mattis che ha definito la Corea del Nord «un pericolo imminente» durante il suo intervento al meeting  Shangri La Dialogue di Singapore. Mattis ha poi aggiunto: «Stiamo lavorando diplomaticamente, economicamente, e stiamo cercando di seguire tutte le alternative possibili per evitare questa gara allo sviluppo e all’uso di armi nucleari (…) Vogliamo fermarlo. Lo riteniamo urgente».

Ad accentuare la criticità è la insolita partecipazione di Kim Jong Un a manifestazioni, esercitazioni e test militari nel mese di maggio. Secondo quanto riporta NKNews, Kim avrebbe partecipato molti più eventi militari, assieme a mentori della vecchia guardia del partito e nuove star, rispetto al suo tradizionale standard. Si tratterebbe di una insolita accelerazione, una risposta al nuovo ritmo militare della politica nordcoreana dagli esiti non scontati.

Antonio Albanese