COREA DEL NORD. Kim a Trump: “Levate le zampe dalla Corea”

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Una serie di commenti al vetriolo stanno comparendo sui media statali nordcoreani alle reazioni Usa dopo il test dell’Icbm Hwasong-14, avvenuto il 4 luglio scorso, e dopo le prese di posizione dell’Amministrazione Trump al G20 di Amburgo, con Cina e Russia. Il Rodong Sinmun scrive: «Gli Usa stanno condannando il test missilistico bollandolo come una “minaccia globale” e vogliono rafforzare le sanzioni internazionali e la pressione sul nostro Paese».

La Rpdc chiarisce ancora una volta che lo sviluppo del razzo balistico intercontinentale è un’opzione per difendersi e far terminare la politica ostile e la minaccia di guerra nucleare degli Stati Uniti che è durata per decenni (…)

La questione nucleare della Rpdc e dei missili balistici è un problema limitato alla Rpdc e agli Stati Uniti (…) Nessun altro stato con Icbm è stato più trasparente della Rpdc nello sviluppo e nel test del razzo balistico inter-continentale.

La Rpdc ha annunciato ufficialmente che avrebbe iniziato lo sviluppo del missile balistico intercontinentale (…) e ha aperto al pubblico l’intero processo di test  (…) e anche informazioni sensibili quali dati tattici e tecnici (…) Questo perché il razzo balistico intercontinentale della Rpdc è un indiscutibile deterrente della guerra nucleare, fondamentalmente diverso dagli equipaggiamenti militari per una guerra aggressiva sviluppata (…) dagli Stati Uniti con l’ambizione selvaggia di dominare il mondo per mezzo di attacchi di sorpresa su altre nazioni.

Tuttavia, gli Usa, l’hanno definito (…) una “minaccia globale” e chiedono una “azione globale” contro di essa (…) Come è stato dichiarato dal leader supremo compagno Kim Jong Un, la Rpdc non metterà in alcun modo i suoi missili e l’appartato missilistico balistico sul tavolo delle trattative, né si allontanerà dal rafforzamento della sua forza nucleare a meno che la politica ostile e la minaccia nucleare degli Stati Uniti contro la Rpdc non sono completamente sradicati».

L’agenzia Kcna rincara la dose, dopo che due bombardieri strategici Usa hanno sorvolato la penisola coreana per una esercitazione, e che il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson (nella foto durante la sua visita al confine di fatto tra le due Coree), aveva rigettato la proposta sino-russa di congelare il programma nucleare-missilistico nordcoreano. La minaccia nucleare è sempre dietro l’angolo: «Gli Usa devono riesaminare il loro impegno per la “sicurezza” nella Corea del Sud. Infatti, gli Stati Uniti non hanno alcuna ragione per continuare a proteggere la Corea del Sud dopo la fine della guerra coreana.

Gli Stati Uniti possono (…) smantellare l’impegno in diverse fasi. Quello che è importante è che il ritiro delle forze Usa annullerà dall’agenda Usa l’attacco alla Corea del Nord. Il modo più semplice per far cessare la preoccupazione degli Stati Uniti per i missili della Corea del Nord che puntano alla terraferma americana è quello di mettere le mani fuori dalla questione della penisola coreana. Gli Stati Uniti non dovrebbero più essere investiti del pericolo nucleare della penisola coreana (…) La situazione sta subendo un rapido cambiamento. È giunto il momento per gli Stati Uniti di abbandonare la loro politica ostile e senza speranza verso la Rpdc. Gli Usa devono affrontare meglio questa tendenza storica, modificare la loro politica sulla Corea e (…) assicurare la pace nella penisola coreana. Questo sarà utile anche per gli Stati Uniti». 

Antonio Albanese