COREA DEL NORD. Il tempo delle parole è scaduto

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Né Kim né Trump, a quanto dichiarano, vogliono sedersi a un tavolo. Per loro, apparentemente il tempo del dialogo è scaduto. 

Nonostante la retorica di Trump, a Washington riecheggia ancora l’avvertimento dell’ex stratega di Trump Steve Bannon, secondo cui era troppo tardi per un attacco preventivo contro la Corea del Nord: «Non c’è alcuna soluzione militare, dimenticatevela (…) Finché qualcuno non risolverà la parte dell’equazione che mi mostri che 10 milioni di persone a Seoul non muoiano nei primi 30 minuti da armi convenzionali, non so di cosa si stia parlando, non c’è una soluzione militare», aveva detto Bannon all’American Prospect in un’intervista del 16 agosto, la sua ultima, prima di essere licenziato.

Il 30 agosto Donald Trump su Twitter scrive: «Gli Stati Uniti parlano con la Corea del Nord e da 25 anni pagano le loro estorsioni. Parlare non è la risposta!». In precedenza aveva scritto: «Le azioni minacciose e destabilizzanti non fanno che aumentare l’isolamento del regime nordcoreano nella regione e tra tutte le nazioni del mondo. Tutte le opzioni sono sul tavolo».

Come riportato da Kcna: «Kim Jong Un, presidente del Partito dei Lavoratori della Corea, presidente della Commissione per gli Affari Statali della Rpdc e comandante supremo dell’esercito popolare coreano, ha guidato un lancio di un razzo balistico strategico a medio e lungo raggio (…) Come noto al mondo, l’esercitazione strategica di missili balistici (…)  è stata condotta per contrastare l’Ulji Freedom Guardian degli Stati Uniti e delle forze sud-coreane in disprezzo del significativo e cruciale avvertimento della Rpdc (…) Prendendo atto che questa volta la Rpdc ha tratto una lezione: avrebbe dovuto fare azioni dimostrative, non parlare, contro gli Stati Uniti, (…) per alleviare le tensioni estreme, e la Rpdc continuerà a guardare  gli Usa come già dichiarato per decidere la sua azione futura in base al loro comportamento.

Egli ha espresso grande convinzione che gli ufficiali e gli uomini della Forza Strategica rafforzeranno ulteriormente i preparativi al combattimento dei missili dei Hwasong, come richiesto dalla situazione, che sono pienamente pronti ad andare in battaglia, in modo da lanciare razzi balistici in qualsiasi momento e quindi controllare il racket militare degli Stati Uniti e dei loro seguaci e garantire fermamente la sicurezza del paese e la felicità del popolo».

Kim, poi, ha detto: «Rilevando che l’attuale lancio balistico è come una vera e propria guerra ed è il primo passo dell’operazione militare del KPA nel Pacifico e un preludio significativo per attaccare Guam, base avanzata di invasione, è necessario portare avanti positivamente il lavoro per rendere la forza strategica più moderna conducendo maggiori esercitazioni balistiche con il Pacifico come obiettivo in futuro».

Antonio Albanese