COREA DEL NORD. Il regime non controlla più i prezzi alimentari

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Nel mese di marzo, i prezzi di alcuni beni nella provincia di Ryanggang hanno fluttuato selvaggiamente, provocando difficoltà per i nordcoreani. Al contrario, il prezzo del riso ha resistito nonostante le fluttuazioni. Questa tendenza deve essere considerata come un indicatore della declinante capacità del regime di influenzare i prezzi di mercato, e del predominio delle forze di mercato.

«All’inizio di questo mese, un chilogrammo di carne di maiale è stato venduto per 20.000 won al mercato di Hyesan. Ora costa 13000 won, le patate, che prima stavano a 800 won al kg, sono salite a 2.000 prima di crollare a 600» riporta il giornale citando fonti interne al paese comunista.

I prezzi del cibo in passato hanno strettamente rispecchiato gli alti e bassi dei prezzi del riso in Corea del Nord: se i prezzi del riso salivano a 1000 won al kg, il prezzo del mais sarebbe aumentato a circa 500 won. Ma questa tendenza sta cominciando a cambiare.

Inoltre, In Corea del Nord il prezzo del riso è utilizzato per esporre la sensibilità ai tassi di cambio, ma i prezzi del riso sono recentemente calati e schizzati verso l’alto in maniera autonoma rispetto ai tassi di cambio.

Per calmare la volatilità dei prezzi, le autorità sono entrate nei mercati e hanno tentato di controllarne i prezzi, ma i commercianti hanno ampiamente respinto le misure di controllo. I commercianti che vendono prodotti simili collaborano tra loro per fissare i prezzi o decidere quando trattenere i prodotti non vedendoli per far salire i prezzi.

«I commercianti sanno che i tentativi delle autorità di bloccare i prezzi sui mercato di solito si esauriscono nel tempo» prosegue il giornale «I venditori potranno far finta di accettare e ascoltare le autorità, ma poi segretamente aumenteranno i prezzi (…) Come si sparse la voce che grandi spedizioni di carne di maiale venivano contrabbandate, i commercianti hanno quindi evitato di mettere in vendita carne di maiale perché si aspettavano che il prezzo salisse. Ne hanno poi venduto grandi quantità a un prezzo più alto, prima che i prezzi a poco a poco cominciassero a calare di nuovo».

Questo sviluppo segnala che i prezzi oramai sono fuori del dominio delle autorità e sotto l’influenza del mercato nero, ribadisce il quotidiano.

Luigi Medici