COREA DEL NORD. Il Kazakhstan ospiterebbe colloqui sul nucleare di Pyongyang se…

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Il presidente kazako Nursultan Nazarbayev ha offerto la scorsa settimana il suo paese come sede di colloqui sulla crisi nordcoreana e ha esortato le potenze nucleari a dare garanzie di sicurezza a Pyongyang come mezzo per far decollare i negoziati.

«Il Kazakistan è pronto a partecipare alla mediazione offrendo una fase negoziale», ha dichiarato Nazarbayev ai membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il Kazakistan, con la sua politica estera multisettoriale, si è dimostrato un paese ospite affidabile per i colloqui di pace. La sua capitale ha ospitato otto cicli del cosiddetto Processo di Astana per la pace in Siria (nella foto). Come primo passo per “instaurare un clima di fiducia”, il presidente kazako ha proposto che le potenze nucleari offrano “garanzie di sicurezza” come strumento per portare il presidente nordcoreano Kim Jong-un al tavolo dei negoziati.

Nazarbayev ha chiarito che la strada per risolvere la questione nordcoreana deve passare attraverso gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, e ha chiesto a queste tre superpotenze di impegnarsi “costruttivamente” per cercare di raggiungere un accordo. Il leader kazako ha sottolineato il successo del patto nucleare raggiunto con l’Iran nel 2015, definendolo un “esempio” del fatto che le questioni più complesse possono essere risolte attraverso i negoziati.

Nazarbayev, che si trovava a Washington, ha detto di aver discusso della situazione nordcoreana con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e ha detto che entrambi erano d’accordo sul fatto che c’è un modo pacifico per disinnescare la crisi.

Il Kazakistan, che ha rinunciato volontariamente all’arsenale nucleare ereditato dall’Urss, il quarto più grande al mondo, ha fatto della non proliferazione una delle priorità del suo mandato di membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Durante la riunione del Consiglio di sicurezza del 18 gennaio, il leader della prima nazione dell’Asia centrale a detenere un seggio nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha insistito sulla necessità di imprimere nuovo slancio alle politiche di disarmo.

Graziella Giangiulio