COREA DEL NORD. Il falco Pompeo si confronta con Pyongyang

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Il nuovo segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ritenuto un falco in politica estera, potrebbe rendere più complicate e rischiose le relazioni con Pyongynag. Pompeo, infatti, viene ascoltato dal presidente Usa. In qualità di direttore della CIA, Pompeo ha consegnato personalmente a Trump ogni mattina il rapporto d’intelligence classificato, creato appositamente per il comandante in capo USA, cioè il Presidente; Pompeo ha dimostrato la sua fedeltà al presidente in più di un’occasione. Quindi, riporta The Vox, per gli Usa avere una segreteria di Stato che Trump rispetta e a cui si affida per la supervisione dei negoziati con Pyongyang, potrebbe rendere le cose più fluide.

Ma le sue opinioni da falco in politica estera e i suoi duri giudizi sulla Corea del Nord, suggeriscono che Trump potrebbe prendere una posizione più dura contro Kim, rendendo potenzialmente più probabile un conflitto militare tra le due potenze nucleari. Pompeo è sia personalmente che ideologicamente più vicino a Trump di Tillerson.

Pompeo in questi mesi ha dimostrato anche una qualità che Trump apprezza nel suo personale forse più di ogni altra: la lealtà. La cosa particolarmente preoccupante, ricorda il giornale americano, è che Pompeo ha maggiori probabilità di amplificare alcuni degli istinti più aggressivi di Trump.

Mike Pompeo è un ex membro del Tea Party Congress, e porterà una visione del mondo da falco al Dipartimento di Stato. Ha sostenuto il mantenimento della prigione statunitense a Guantanamo Bay, Cuba, ha difeso l’uso della tortura da parte della CIA in passato, e considera l’Iran e il “terrorismo islamico radicale” come le principali minacce alla sicurezza nazionale Usa; tutte posizioni strettamente allineate a quelle di Trump.

Per quanto riguarda la Corea del Nord, vi sono segnali che indicano che potrebbe prendere una linea particolarmente dura. A gennaio 2018, Pompeo ha detto che gli Stati Uniti sono pronti ad impedire alla Corea del Nord di sviluppare un arsenale affidabile di armi nucleari a lunga gittata; ma la sua retorica suggerisce che potrebbe ritenere necessaria un’azione militare preventiva. Pompeo avrebbe anche dubbi sulle capacità razionali di Kim come decisore politico, tesi che avvalorerebbe l’uso della forza.

Il Segretario di Stato Pompeo starebbe pianificando i futuri colloqui in modo aggressivo: l’11 marzo ha detto che gli Stati Uniti non faranno compromessi su alcun argomento durante i negoziati iniziali con Kim.

Antonio Albanese