COREA DEL NORD. Il 5G nordcoreano lo avrebbe fatto Pechino

60

Huawei Technologies, l’azienda tecnologica cinese coinvolta nella disputa commerciale di Pechino con gli Stati Uniti, avrebbe segretamente aiutato la Corea del Nord a sviluppare una rete wireless commerciale negli ultimi anni.

Secondo quanto riporta il Washington Post, una revisione dei documenti aziendali interni e fonti che conoscono le operazioni di Huawei hanno dimostrato che l’azienda ha collaborato con una società statale cinese, Panda International Information Technology, su diversi progetti nordcoreani per un periodo di almeno otto anni.

L’assistenza di Huawei alla Corea del Nord solleva immediatamente la questione se l’azienda, che ha utilizzato la tecnologia americana nei suoi prodotti, abbia violato le sanzioni degli Stati Uniti verso Pyongyang, sempre soggetto a sanzioni economiche internazionali relative allo sviluppo di armi nucleari e alle violazioni dei diritti umani, riporta Scmp.

Citando documenti interni ottenuti da un ex dipendente Huawei, il quotidiano statunitense ha detto che Huawei ha collaborato con una società statale cinese, Panda International Information Technology, su progetti in Corea del Nord che coprono almeno otto anni.

«Huawei ha lavorato a stretto contatto con Panda, usandolo come canale per fornire alla Corea del Nord stazioni base, antenne e altre attrezzature necessarie per lanciare Koryolink», una joint venture tra Orascom Telecom Holding in Egitto e la North’s Korea Post and Telecommunications Corp. nel 2008, riporta il Washington Post. I dipendenti di Huawei e Panda hanno lavorato per anni in un hotel economico vicino a Kim Il Sung Square a Pyongyang. I documenti dimostrerebbero che Huawei è stato coinvolto nell’integrazione di rete e nei servizi software, nonché in almeno un progetto di “espansione” per Koryolink. Un contratto del 2008 ha dimostrato che Panda avrebbe trasportato le apparecchiature Huawei a Dandong, una città nel nord-est della Cina che confina con la Corea del Nord, e da lì, su rotaia, a Pyongyang, riporta The Korea Herald.

Da documenti interni è inoltre emerso che Huawei ha fatto affari con un’altra società cinese, Dandong Kehua, che è stata sanzionata nel novembre 2017 dal Dipartimento del Tesoro statunitense. Nei documenti aziendali interni, Huawei ha utilizzato codici per riferirsi a paesi come la Corea del Nord, l’Iran e la Siria. “A9” significava, ad esempio, Corea del Nord.

In una dichiarazione, Huawei ha detto che «non ha alcuna presenza commerciale» in Corea del Nord, ma ha rifiutato di rispondere alle domande se aveva lavorato lì in passato. «Huawei è pienamente impegnata a rispettare tutte le leggi e i regolamenti applicabili nei paesi e nelle regioni in cui operiamo, incluse tutte le leggi e i regolamenti delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti e dell’Unione Europea sul controllo delle esportazioni e sulle sanzioni». 

Antonio Albanese