COREA DEL NORD. I nuovi lanci balistici vogliono riportare Trump al dialogo

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Dopo il lancio di missili fatto sabato scorso, la Corea del Nord ha lanciato una seconda salva il pomeriggio del 9 maggio, con una mossa che sembra essere un atto destinato a catturare l’attenzione di Washington.

I proiettili sono stati lanciati da una base missilistica a medio raggio nella zona di Sino-ri, a nord-est di Pyongyang, intorno alle 16.30 ora locale, ha detto il Joint Chiefs of Ctaff della Corea del Sud, ripreso da Yonhap. I missili hanno poi colpito il mare del Giappone, che la Corea chiama Mare Orientale.

Per i militari sudcoreani, due razzi a corto raggio sono stati lanciati e hanno volato per 270 e 420 chilometri. Alla fine del 2017, il leader nordcoreano Kim Jong Un ha annunciato che i suoi programmi di missili balistici nucleari e intercontinentali erano stati completati, e da allora non sono stati condotti test nucleari o Icbm. Questa moratoria era stata ripetutamente esaltata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump come un risultato chiave del suo impegno con Kim.

Tuttavia, in seguito all’uscita di Trump dal summit bilaterale di febbraio ad Hanoi, la Corea del Nord ha manifestato la sua preoccupazione con una serie di azioni. Ha tenuto due conferenze stampa non usuali per Pyongyang, una ad Hanoi, nella notte del summit, e una successiva nella capitale. E il mese scorso ha lanciato un’arma tattica non identificata seguita dai missili multipli a corto raggio della scorsa settimana, e da quelli di oggi, riporta Asia Times.

Trump ha reagito a malapena al lancio di sabato scorso, in un tweet ha assicurato che il suo rapporto con Kim era rimasto solido e che sarebbe stato firmato un accordo bilaterale a breve.

I nordcoreani quindi mirano a riportare Trump al dialogo, mettendo alla prova la determinazione di Trump agitando lo spettro del 2017, anno in cui le tensioni erano alle stelle dopo che la Corea del Nord aveva testato un missile balistico in grado di colpire gli Stati Uniti, Kim e Trump avevano ingaggiato una guerra delle parole e così via. Il mese scorso, Kim ha detto all’Assemblea Suprema del Popolo della Corea del Nord che avrebbe tenuto la porta aperta al dialogo solo fino alla fine di quest’anno.

Lucia Giannini