COREA DEL NORD. Gli eroi nordcoreani di Kuala Lumpur

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Mano a mano che i dettagli dell’omicidio di Kim Jong Nam vengono alla luce, emergono anche una serie di attività illegali della Corea del Nord compiute all’estero. Secondo quanto riporta Dailhy Nk si va dai rapimenti a veri e propri atti di terrorismo nel sud est asiatico, come in Malesia, Hong Kong, Myanmar, Macao e nelle Filippine.

Numerosi cittadini della Corea del Sud sono stati tra le vittime. Il giornale fa un interessante excursus su questi episodi: la scomparsa della coppia Choi Eun Hee e Shin Sang Ok a Hong Kong alla fine del 1970 è stato orchestrato da agenti della Corea del Nord, e l’attentato nel cimitero nazionale Aung San in Myanmar, che ha ucciso decine di persone nei primi anni 1980, è stato anche condotto da uomini della Corea del nord.

Inoltre, prosegue il giornale, Pyongyang ha gestito traffico di armi, e reti di produzione e distribuzione di droghe illegali nel sud est asiatico.

La Corea del Nord sembra preferire la regione Sud-Est asiatico a causa delle decine di paesi che vi sono, e perché vi è un facile transito verso l’Europa e l’Africa. Per questo motivo, la Corea del Nord ha trovato più facili modi per ottenere denaro ed evitare la sorveglianza della comunità internazionale.

È un fatto relativamente insolito che ci siano più di 1000 nordcoreani che vivono nella sola Malesia, visto che la Corea del Nord impedisce ai suoi cittadini di recarsi all’estero, con l’eccezione della forza lavoro assunta con contratti fatti dal governo con imprese private malesi, di questi un numero significativo potrebbero essere agenti inviati per conseguire determinati obiettivi politici.

C’è chi è arrivato in Malesia per gestire fino a qualche anno fa un sito di produzione di droghe illegali, e ora lavora presso il ministero Regionale Musan di sicurezza popolare, cioè la polizia, riporta il giornale, nella provincia del Nord Hamgyong.

Altri ancora gestivano un’unità di produzione di droga sempre in Malesia, rientrati in Corea del Nord dopo un sequestro di 10 kg di metanfetamina, diretto in Birmania. Ora questi stessi uomini lavorerebbero sempre presso il ministero della Sicurezza Popolare in Corea del Nord.

I quattro agenti accusati dell’omicidio di Kim Jong Nam: Ri Ji Hyon, 33 anni, Hong Song Hak, 34, O Jong Gil, 55, e Ri Jae Nam, 57, potrebbero ricevere gli stessi onori in patria come “Eroi della Repubblica”. Per loro da ora in avanti sarà proibito recarsi all’estero vista la loro esposizione.

Antonio Albanese