COREA DEL NORD. “Gli americani ritengono Trump non adatto, come noi”

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Quasi tre quarti degli americani sono preoccupati da una guerra tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, e la maggioranza non ha fiducia nel presidente Trump, lo ritengono non adatto a gestire la situazione. 

È questo il dato più interessante di un recente sondaggio Washington Post-ABC News.

Il 66 per cento degli americani dice che la Corea del Nord costituisce una “minaccia grave” per gli Stati Uniti, un dato in crescita rispetto al 54 per cento del 2005 e al 55 per cento del 2003. La gran parte degli elettori Usa, poi non ritiene che Donald Trump sia perfettamente in grado di gestire il confronto con Kim Jong Un.

Inoltre Bloomberg riporta il parere di David Petraeus, generale, oggi in pensione, ed ex direttore della Cia. Petraeus ha detto che gli Stati Uniti devono continuare a stringere le sanzioni sulla Corea del Nord per ottenere l’attenzione “del paese” e convincerlo ad accettare un accordo diplomatico sul suo arsenale nucleare. Fatto che Pyongyang in più di un’occasione ha definito inutile. 

Donald Trump sta affrontando una situazione con la Corea del Nord «molto, molto diversa da quella delle altre amministrazioni» afferma l’ex direttore Cia, dati i progressi di Pyongyang nello sviluppo di un Icbm in grado di colpire la terraferma americana. Ciò significa che gli Stati Uniti devono continuare a fare pressione sulle istituzioni finanziarie in Cina e altrove «che permettono alla Corea del Nord di operare nel mondo finanziario globale senza il quale sarebbero in condizioni disperate», prosegue Petraeus. Il generale ha detto che la Corea del Nord sarà il fulcro dei legami tra Stati Uniti e Cina, e avrà la precedenza su altre questioni come il Mar Cinese Meridionale.

Nelle settimane scorse, Nikki Haley, ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite, ha richiesto un meeting di emergenza del Consiglio di sicurezza dopo il lancio Icbm nordcoreano, dove ha dichiarato che solo la comunità internazionale unita potrebbe tagliare pesantemente le entrate di Pyongyang; da Washington, l’Amministrazione Trump, ha detto, che è disposta a «seguire la sua strada da sola anche se altri paesi non si uniranno».

A tutto questo risponde Kcna da Pyongyang, citando dati del Sipri sugli arsenali nucleari del mondo. Secondo questi dati, gli Usa starebbero pianificando una spesa di 400 miliardi di dollari per mantenere e aggiornare le armi nucleari per i dieci anni successivi al 2017 e trilioni di dollari per modernizzare le armi nucleari per 30 anni. Mentre il Rodong Sinmun rincara la dose dicendo: «La disperata corsa degli armamenti nucleari degli imperialisti Usa ha raggiunto una fase molto pericolosa per (…) la pace e la sicurezza globali (…) Gli Usa sono il paese criminale che esalta la corsa agli armamenti e aumenta il pericolo di una guerra nucleare. L’unico modo per eliminare il pericolo di una guerra nucleare e salvaguardare la pace nella penisola coreana è che la Rpdc rafforzi il deterrente nucleare per l’autodifesa (…) per preservare la pace nella regione e in altre parti del mondo».

Antonio Albanese