COREA DEL NORD. È scomparso il contrabbando di carbone nordcoreano dalla Russia

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La città portuale russa dell’Estremo Oriente di Nakhodka è stata recentemente il centro del commercio del carbone nordcoreano; è il luogo dove il carbone nordcoreano è stato “riciclato”, travestito da carbone russo, prima di essere esportato verso altre destinazioni.

Secondo quanto riporta Radio Free Asia, Pyongyang si è lanciata nel “riciclaggio” del carbone dopo che le Nazioni Unite hanno vietato l’esportazione di diverse merci di origine nordcoreana, nel tentativo di privare il regime nordcoreano di denaro che potrebbe essere utilizzato per sviluppare ulteriormente il suo programma nucleare. Ma, dopo l’allarme lanciato dal Comitato Onu per le sanzioni alla Corea del Nord sulle violazioni di Pyongyang, la comunità internazionale sta stringendo le maglie dei controlli.

Il rapporto delle Nazioni Unite, uscito a settembre scorso, ha documentato che i nordcoreani hanno formato joint venture con stranieri, proibite dall’Onu, per evadere le sanzioni formando quasi 300 imprese; si tratterebbe di 215 persone provenienti dalla Cina e 39 dalla Russia.

Il rapporto Onu afferma che il contrabbando di petrolio raffinato è stata l’attività più importante effettuata da parte dei russi, e che il divieto dell’export di carbone è stato ampiamente violato. Ora, il carbone nordcoreano è quasi del tutto scomparso da Nakhodka mentre l’applicazione è stata rafforzata, dicono i commercianti di carbone che ricordano l’impossibilità di pagare il carbone, non avendo più la Corea del Nord alcun codice Swift. 

I codici Swift, Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, sono identificatori unici per le istituzioni finanziarie e le imprese che vengono utilizzati per il trasferimento di denaro a livello internazionale. La società con sede in Belgio ha smesso di fare affari con le banche nordcoreane nel marzo 2017 a seguito del rapporto delle Nazioni Unite che descriveva come la Corea del Nord fosse in grado di eludere le sanzioni basandosi sul sistema bancario internazionale.

A seguito della decisione della cooperativa bancaria, la Corea del Nord poteva ancora eludere le sanzioni inviando denaro contante a terzi per far effettuare le transazioni; le autorità hanno cercato di porre fine a queste transazioni di terzi, eliminando così anche la fiorente presenza del carbone nordcoreano a Nakhoda nel cui porto nessuna nave che trasporta carbone nordcoreano può entrare a causa delle sanzioni.

Graziella Giangiulio