COREA DEL NORD. Dateci Park per giustiziarla

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La Corea del Nord ha minacciato la pena capitale l’ex presidente sudcoreano, Park Geungn Hye e l’ex capo dei servizi segreti sudcoreani, Nis, Lee Byung-ho (al centro nella foto), per la loro presunta volontà di assassinare il leader nordcoreano Kim Jong-un.

La dichiarazione congiunta del ministero per la Sicurezza e dell’ufficio del Procuratore della Repubblica popolare di Corea, ripresa da Kcna, è stata scatenata dalle rivelazioni di The Japan Times e Asahi Shimbun, secondo cui l’ex presidente sudcoreano Park Geun-hye aveva dato ordini all’ex direttore del Servizio nazionale di intelligence, Lee Byung-ho di allontanare dal potere  Kim con qualsiasi mezzo, incluso l’omicidio.

Queste rivelazioni hanno scosso la penisola al centro di un continuo stato di tensione per i programmi nucleari e missilistici della Corea del Nord.

«L’ex presidente Park Geun-hye e l’ex capo DELNIS Lee Byung-ho e gli agenti del Nis non potranno mai fare alcuna richiesta anche se fossero abbattuti come un cane rabbioso in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo e con qualsiasi mezzo da questo momento», si legge in un passo del lungo documento congiunto.

Nella dichiarazione si chiede alla Corea del Sud di consegnare immediatamente Park e Lee alla Corea del Nord, sostenendo che i due hanno commesso il reati di terrorismo di stato contro la suprema leadership della Corea del Nord, ed assensi della Risoluzione Onu del 1994 contro il terrorismo di stato devono essere dati a Pyongynag per essere sottoposti a giudizio.

Pyongyang ha anche avvertito che imporrà una sua punizione senza alcun preavviso su coloro che hanno organizzato, partecipato o perseguito il piano trama nel caso in cui gli Stati Uniti e la Corea del Sud tentassero nuovamente di mettere in atto un attacco terroristico contro Kim Jong-un. «Non nascondiamo che se gli Stati Uniti e le autorità della Corea del Sud non rispettassero questo avvertimento e sfidassero la nostra decisione risoluta, saranno costretti a pagare un prezzo caro in un modo irresistibile, e fisico”, ha dichiarato la dichiarazione, che è stata anche rilasciata dal Ministero Della sicurezza del popolo e dell’Ufficio centrale dei pubblici ministeri.

L’agenzia di intelligence, il Nis, riportano Yonhap, ha definito le notizie comparse sui giornali nipponici “infondate”, definendo il piano di assassinare Kim Jong Un come “privo di ogni base”.

L’agenzia d’intelligence sudcoreana ha anche detto che qualsiasi «minaccia aperta» della Corea del Nord  contro i cittadini sudcoreani non sarà tollerata.

L’ex presidente Park è in carcere dopo essere stato accusata a marzo di corruzione, accusa per cui è stata rimossa dalla carica.

Antonio Albanese