COREA DEL NORD. Crolla del 94% l’import di petrolio dalla Cina

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Le importazioni di petrolio raffinato della Corea del Nord dalla Cina nel mese di agosto sono crollate a circa un decimo dell’importo in luglio, secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite. Secondo gli ultimi aggiornamenti della pagina web del Consiglio di sicurezza dell’Onu sul comitato di sanzioni della Corea del Nord, il paese comunista ha importato circa 142 tonnellate di petrolio raffinato dalla Cina in agosto; si tratta solo del 10 per cento delle 1.498 tonnellate che il Paese ha importato a luglio dal Paese confinante, secondo il rapporto ripreso a Yonhap.

Il volume di agosto rappresenta anche un calo di quasi il 94 per cento rispetto al quantitativo che la Corea del Nord avrebbe importato dalla Cina nell’agosto dell’anno scorso. Nel mese di agosto di quest’anno, la Corea del Nord ha portato 32 tonnellate di petrolio raffinato dalla Russia, segnando anche un calo di quasi il 99 per cento rispetto all’agosto dello scorso anno, mostrano i dati del rapporto.

Il volume combinato di petrolio raffinato che la Corea del Nord ha importato dai due paesi vicini nel periodo gennaio-agosto di quest’anno si è attestato a 17.294 tonnellate, pari a 129.706 barili, secondo i dati del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

In base alla risoluzione 2397 del Consiglio di Sicurezza, adottata nel 2017 in risposta al lancio di un missile balistico intercontinentale da parte di Pyongyang nel novembre dello stesso anno, le spedizioni di petrolio raffinato dei Paesi membri verso la Corea del Nord sono state limitate a 500.000 barili all’anno. In base alla risoluzione, i Paesi membri sono inoltre tenuti a fornire al Consiglio di Sicurezza relazioni periodiche sulle loro esportazioni del prodotto verso la Corea del Nord.

Nei primi otto mesi dell’anno, poi, il commercio tra la Corea del Nord e la Cina ha registrato un calo del 70% rispetto allo stesso periodo del 2019, ha reso noto il ministero dell’Unificazione della Corea del Sud. Il crollo è dovuto ai controlli alle frontiere istituiti da Pyongyang per combattere la pandemia di coronavirus.

Da gennaio ad agosto, i due Paesi si sono scambiati beni per 436 milioni di euro: l’anno scorso la cifra era di 1,5 miliardi di euro. Le esportazioni nordcoreane verso la Cina sono state pari a 36 milioni di euro, ampiamente superate dalle importazioni (400 milioni).

Maddalena Ingrao