COREA DEL NORD. Come fa Pyongyang a restare a galla, con simili sanzioni?

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Nuovi dati economici mostrano che la Corea del Nord compra di più e vende di meno al suo principale partner commerciale, la Cina. Si tratta di un segnale che indicherebbe l’efficacia dell’ondata di sanzioni imposte su Pyongyang.

Secondo i dati Business Insider, la Corea del Nord ha speso 3,3 miliardi di dollari per le importazioni cinesi nel 2017, un aumento rispetto allo scorso anno, ma ha esportato solo 1,6 miliardi di dollari in beni negli ultimi dodici mesi, secondo i dati dell’Amministrazione generale delle dogane della Cina.

Le esportazioni della Corea del Nord nel 2017 sono in calo a partire dal 2013, quando la Corea del Nord ha spedito quasi 3 miliardi di dollari di merci in Cina. Il calo segue un anno in cui gli Stati Uniti hanno lanciato a livello internazionale la politica della “massima pressione” sulla Corea del Nord, schiacciando il suo commercio. Oltre al commercio con la Cina, gli Stati Uniti hanno anche convinto una serie di paesi africani a tagliare i legami con Pyongyang.

Le restrizioni imposte dalle Nazioni Unite all’acquisto di carbone, ferro, oro, argento, titanio, vanadio, nichel, rame, zinco e terre rare dalla Corea del Nord sembrano rappresentare gran parte del calo degli scambi commerciali.

Ma, come sottolinea anche NkNews, la Corea del Nord ha sempre speso più di quanto sembri ricevere attraverso gli scambi commerciali con la Cina, il che suggerisce che esiste anche una fonte alternativa di finanziamento. I paesi che operano costantemente con deficit commerciali, come gli Stati Uniti, hanno di solito investimenti esteri o proprietà straniera del debito. L’Onu vieta entrambe le attività nei confronti della Corea del Nord.

Il divario nei flussi di cassa in entrata e in uscita suggerisce che la Corea del Nord stia eludendo le sanzioni e trovando il modo di fare soldi che sfidano il diritto internazionale, o che la Cina non stia riportando con precisione i dati numerici.

Antonio Albanese