COREA DEL NORD. Cibo avariato e medicine inefficaci a Pyongyang

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Secondo Radio Free Asia, Rfa, la produzione alimentare di una sicure di imprese nordcoreana sarebbero velenose.

Rfa cita contatti nella provincia settentrionale di Yanggang secondo cui ci sono stati numerosi casi di avvelenamento dopo che la gente ha consumato pane prodotto da una società di Hyesan; il fatto avrebbe spinto le autorità nordcoreane a mettere la città in quarantena oltre che a dar vista alle consuete indagini.

Il pane a buon mercato da 250 grammi a base di mais e farina, è un punto fermo per quanti vivono in dormitori tanto da essere il “pane collegiale” nei mercati non ufficiali, gli “jangmadang“.

Secondo Rfa questo pane assai diffuso è diventato un grosso problema per le autorità di Pyongyang. «Secondo i lavoratori della società alimentare, non c’era nessun problema mentre stavano utilizzando lievito di fabbricazione cinese. Il problema dell’avvelenamento è venuto dopo che hanno iniziato a utilizzare in fabbrica il proprio lievito a partire da quest’anno».

Rfa cita poi anche i casi avvenuti nella provincia di Jagang, in cui i farmaci nazionali, sono stati fatti svuotando gli scaffali anche con medicine scadute dal 2014 e che le persone non si preoccupano di guardare la scadenza visti i prezzi a buon mercato a differenza di quelli cinesi molto costosi.

La Corea del Nord aveva comunque garantito che nonostante le sanzioni avrebbe garantito l’autosufficienza alimentare. A giugno 2016, il Rodong Sinmun, l’organo del Partito dei lavoratori di Corea, aveva detto che l’autosufficienza alimentare è «come una bomba a idrogeno che può intimidire i nemici che cercando di soffocare la Corea del Nord attraverso varie sanzioni e minacce». Il quotidiano esortava a fare sforzi per risolvere i problemi alimentari con tutti i mezzi possibili. Il giornale chiedeva a agricoltori, lavoratori agricoli e volontari di aumentare i raccolti, per risolvere il problema alimentare del paese.

Lucia Giannini