COREA DEL NORD. Carestia diffusa, contrabbandieri giustiziati e scuole chiuse. Ma Covid19 non c’è

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I nordcoreani stanno letteralmente morendo di fame dopo che Pyongyang ha chiuso i suoi confini per evitare la pandemia di coronavirus, mettendo fine al commercio sia transfrontaliero che minuto e al contrabbando.

«Molte regioni soffrono di una carenza di beni di prima necessità da quando il regime ha vietato sia il commercio ufficiale che il contrabbando, ha proibito alle persone di viaggiare tra le regioni e ha chiuso i mercati (…) La gente muore di fame in entrambe le regioni di confine, come Hyesan nella provincia di Ryanggang e nelle zone interne», riporta Chosun Ilbo.

I prezzi sono aumentati vertiginosamente perché non ci sono state importazioni di cibo e di altri beni di prima necessità come olio da cucina, riso, farina e zucchero dalla Cina. Il confine è chiuso da più di 40 giorni.

Secondo Daily NK, il riso è venduto a 5.300 won nordcoreani al kg a Pyongyang, a 5.310 won a Sinuiju e a 5.540 won a Hyesan il 27 febbraio, con un aumento di circa il 20 per cento rispetto a gennaio, prima della chiusura delle frontiere.

La Cina ha recentemente ripreso il rimpatrio dei disertori, sospeso dopo l’epidemia di coronavirus; non vuole contatti con la Corea del Nord. Recentemente, riporta Daily NK, un altro contrabbandiere è stato giustiziato nella provincia di North Pyongan. L’uomo è stato accusato di aver nascosto una possibile infezione da covid19 presa in Cina: è stato giustiziato per tradimento. Il contrabbandiere era stato arrestato dal ministero della Sicurezza dello Stato nella provincia di North Pyongan e poi giustiziato.

Secondo il codice penale nordcoreano, l’esecuzione per tradimento rappresenta una punizione estremamente severa per aver attraversato illegalmente le frontiere e per aver violato le norme di quarantena. Le autorità nordcoreane, tuttavia, si sforzano di prevenire la diffusione del virus, e sembrano quindi infliggere pene severe alle persone che violano norme meno severe, come è il contrabbando appunto.

Le autorità nordcoreane hanno anche prolungato la chiusura delle scuole fino al 15 aprile, prosegue Daily NK, lo scorso 16 marzo. 

Il ministero dell’Educazione ha motivato il provvedimento come utile per il “distanziamento sociale” «vietare il contatto fisico tra gli individui è il modo migliore per prevenire la diffusione del coronavirus. Il 15 aprile poi, è il compleanno di Kim Il Sung, festa nazionale, e l’idea alla base dell’ordine di chiusura delle scuole è che i nordcoreani combattono l’epidemia prima della festa nazionale e poi festeggiano.

Antonio Albanese