COREA DEL NORD. Anche la piazza promette vendetta agli USA

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«Addomesticheremo il folle guerrafondaio con il fuoco», così il Rodong Sinmun, il 23 settembre, prosegue nell’assalto verbale verso il presidente Usa, bollandolo come un folle hooligan mentalmente squilibrato che recentemente ha sputato veleno all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dichiarando che avrebbe completamente distrutto la Corea del Nord, afferma il giornale.

«La Rpdc ha avvertito solennemente che la via d’uscita per gli Stati Uniti di allontanare il suo destino finale è quello di pensare con discrezione e di cambiare la sua politica ostile e anacronistica verso la Rpdc, anche se tardivamente. L’azione è l’opzione migliore per trattare il rimbambito che, difficile da udire, parla a vanvera. Maniaci guerrafondai come Trump dovrebbero essere addomesticati solo con il fuoco». La minaccia poi torna ad essere rinnovata: «Gli aggressori imperialisti statunitensi hanno finora scatenato guerre contro altri paesi e nazioni e hanno inflitto loro ogni sorta di disastri e hanno fatto ricorso al ricatto nucleare contro la Rpdc e il mondo, calcolando che non c’era bomba che poteva essere lanciata sulla loro terra. Dovrebbero comprendere chiaramente che esercito e popolo si sono barricati attorno al loro leader e che nessuno può infrangere la decisione e la volontà della Rpdc di esercitare pienamente il diritto all’attacco preventivo per difendere la dignità del leader supremo e la sovranità. Per quanto lontano e vasta possa essere la terra degli Stati Uniti, non potrà mai sfuggire al destino di essere bruciata dal fuoco della giustizia della Rpdc.

A nulla serviranno scuse tardive. È ferma determinazione e la volontà della Rpdc di annientare gli imperialisti statunitensi, fino all’ ultimo uomo presente su questo pianeta». Sempre il 23 settembre

decine di migliaia di abitanti e studenti di Pyongyang si sono riuniti in piazza Kim II-Sung a Pyongyang  dopo che Kim Jong-un ha definito il suo rivale, il presidente degli Stati Uniti Trump «uno squilibrato mentale». In testa al corteo campeggiava uno striscione che recitava: «Sconfiggeremo le sanzioni degli imperialisti». Kcna ha commentato così l’evento del 23 settembre: i giovani «stanno indurendo la loro volontà di fare pagare caro sicuramente a Trump, un rimbambito mentalmente squilibrato, le sue osservazioni e vendicarsi mille volte degli imperialisti americani».

Antonio Albanese