COREA DEL NORD. A corto di fondi Pyongyang vessa le imprese casalinghe

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La rete di mercati generali della Corea del Nord continua a proliferare, e lo stato raccoglie sempre più tasse dai fornitori. Recentemente, le autorità hanno intensificato la loro attività di collazione fiscale anche nelle attività gestite nelle case, testimoniando il ruolo sempre più importante che queste raccolte fondi svolgono nel sostenere il regime.

Dal 2012, le autorità nordcoreane hanno cercato di espandere il numero di bancarelle in tutto il paese al fine di raccogliere maggiori entrate per il regime. Ai mercati è stato anche permesso di rimanere aperti nei giorni festivi nazionali come il compleanno di Kim Il Sung, qualcosa d’inaccettabile in passato, riporta Daily Nk.

«Agenti del ministero della Sicurezza Popolare sono stati visti entrare nelle case e minacciare i residenti se avessero continuato a svolgere attività economica dietro case, perché era ammessa solo nei mercati», riporta Daily Nk che cita fonti provenienti dalla regione nordcoreana di Sud Hamgyong.

Per pescare chiunque produca e venda, evitando così di pagare le tasse, gli uffici di gestione dei mercati generali stanno lavorando in collaborazione con gli organi amministrativi per compilare i dati rilevanti di ogni unità produttiva in una determinata area.

Il costante aumento gli imprenditori/produttori in casa è aumentato di pari passo con la proliferazione delle sanzioni comminate dall’autorità dei Mercati Generali. Le imprese casalinghe hanno i loro vantaggi, perché le persone possono evitare di pagare le tasse attraverso l’ufficio di gestione del mercato e ridurre i costi di trasporto.

Si tratta di un dato particolarmente vero nelle regioni e province più indigenti; si tratta di quello che accade ad esempio nella provincia del Ryanggang, dove in alcuni mercati generali della provincia, circa un terzo delle postazioni nei mercati sono vuote a causa della prevalenza di imprese casalinghe.

Le lamentele non mancano: i titolari delle imprese casalinghe affermano di rispettare le regole previste per la loro tipologia economica ma i funzionari “annonari”, prosegue Daily Nk: «rispondono che dovrebbero smettere di fare profitto solo per se stessi; basta pagare i canoni di mercato» e si è liberi. Da molti è percepita come un’altra forma di sfruttamento del regime verso i cittadini.

Anna Lotti