Sconfitto M23

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REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO – Kinshasa 06/11/2013. I quasi due anni di ribellione dell’M23 nella Repubblica democratica del Congo sono terminati nella giornata del 5 novembre.

La mattina del 5 novembre, funzionari governativi congolesi hanno annunciato di aver costretto i ribelli dell’M23 ad uscire dalle loro ultime roccaforti nel Congo orientale. «Tshanzu e Runyoni sono state prese dall’esercito intorno 03:00 a.m. Molti combattenti M23 si arrendono», ha detto il portavoce del governo Lambert Mende «Militarmente sono finiti». Le due roccaforti sono cadute dopo due settimane di offensiva Onu che aveva conquistato le posizioni degli insorti nelle lussureggianti colline lungo il confine con l’Uganda e il Ruanda. Dopo poche ore, il leader M23 Bertrand Bisimway ha
emesso un comunicato dicendo ai suoi soldati di deporre le armi. «Il capo di stato maggiore generale e i comandanti di tutte le unità principali sono pregati di preparare le truppe per il disarmo, la smobilitazione e il reinserimento avverrà alle condizioni da concordare con il governo del Congo», si legge in una dichiarazione. Mende ha poi detto che il governo di Kinshasa prevede che i colloqui di pace mediati dal vicino Uganda stiano per riprendere presto. La ribellione M23 è iniziato nel mese di aprile 2012 ad opera di militari non soddisfatti della gestione del governo di Kinshasa di un accordo di pace del 2009 sullo smantellamento di un precedente milizia. I ribelli erano riusciti a prendere la città di Goma, da cui poi erano stati cacciati. Oltre 800mila sfollati sono stati causati dai combattimenti. M23 è solo l’ultima manifestazione della rabbia crescente contro Kinshasa diffusa tra i Tutsi del Congo orientale. Il vero test saranno i colloqui di pace, se governo e ribelli raggiungeranno un accordo politico duraturo, cmi potrà essere tranquillità nella regione ricca di materie prime. La sconfitta di M23 segna una svolta per il 42enne Kabila. Un anno fa, la sua presidenza era alla fine. Con la creazione della nuova Brigata d’ intervento rapido delle Nazioni Unite, la riforma dell’esercito congolese e un aumento della pressione diplomatica sul vicino Ruanda il vento è girato a favorite del governo. Martin Kobler, a capo della missione Onu Monusco, ha detto che l’attenzione ora sarà focalizzata sui rimanenti gruppi armati, tra cui il ruandese hutu Fdlr e l’ugandese Adf-Nalu.