Ergastolo al Colonnello 106

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RDC – Kinshasa 16/12/2014. Il 15 dicembre la corte di giustizia militare di Bukavu, in Repubblica Democratica del Congo, ha condannato all’ergastolo il “Colonnello 106”.

Bedi Mobuli Engangela (in apertura), soprannominato Colonnello 106 dal nome del battaglione sotto il suo comando, era accusato di diversi crimini contro l’umanità, tra cui stupro e omicidio, perpetrati tra il 2005 e il 2007 nella provincia del Sud Kivu, nell’est del Paese.

In effetti, il colonnello era accusato di crimini che di per sé rappresentano crimini contro l’umanità. Di fatto, è stato condannato a 20 anni per stupro, 15 anni per riduzione in schiavitù sessuale, 15 anni per atti inumani, 10 anni per arresti o altre privazioni di libertà e all’ergastolo per omicidio. La Corte ha quindi deciso, in base all’articolo 7 del codice di giustizia militare, di applicare la pena massima, ovvero l’ergatolo. Inoltre, la corte ha deciso di ammettere la costituzione di 723 parti civili al processo. IN tal senso, l’accusato e lo Stato congolese, riconosciuto co-responsabile per l’accaduto e per il pagamento dei danni, dovranno pagare una somma tra i 500 e i 15mila dollari.

Secondo l’ONG Avvocati senza Frontiera – ASF, questo verdetto rappresenta un segnale molto forte contro l’impunità che ha protetto nel corso dell’ultimo decennio alcuni responsabili delle forze armate congolesi. In effetti, il nome del colonnello 106 fa parte di una lista di cinque ufficiali superiori e generali che è stata trasmessa alle autorità di Kinshasa da parte dell’ONU. Le Nazioni Unite avevano chiesto di velocizzare il processo del Colonnello, arrestato nel 2007. Il processo era quindi iniziato nell’agosto scorso e si è concluso sei mesi dopo.

Sempre secondo l’ONG presente in RDC, il rischio attualmente è che i complici del condannato cerchino di punire le famiglie che hanno denunciato il colonnello e che si sono costituite parti civili. Per tale motivo è stata richiesta una protezione particolare al governo congolese.