Disinnescata la bomba dei confini Venezuela-Colombia

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COLOMBIA – Bogotà 08/07/2015. Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha salutato con piacere il 7 luglio il fatto che la controversia tra il suo paese e il Venezuela sulle frontiere marittime sia stata risolta attraverso il dialogo e non con la violenza.

«Le notizie che abbiamo ricevuto ieri sera dal Venezuela riportano che l’equivoco è stato risolto con un decreto, poi pubblicato, che ci mostra come i problemi siano stati risolti attraverso il dialogo, attraverso la diplomazia, e non attraverso il confronto, e con la violenza», ha detto Santos (a sinistra nella foto) in una dichiarazione al palazzo presidenziale colombiano, la Casa de Nariño. Il suo omologo venezuelano, Nicolas Maduro (a destra nella foto), ha infatti firmato il 6 luglio una legge sulle questioni di confine e un decreto che crea “zone di difesa globale” negli spazi marittimi, con la quale ha apparentemente risolto la controversia con Bogotà. A giugno, Santos ha chiesto al governo venezuelano di rispondere a una nota di protesta contro il decreto n 1787 del 26 maggio 2015 «che ha creato e attivato Zone operative marittime e isole della Difesa». In una conferenza stampa il 7 luglio, il ministro degli Esteri colombiano Maria Angela Holguin ha osservato che il suo governo è «felice e contento» per la decisione del Venezuela di abrogare il decreto: «Vogliamo ringraziare il governo venezuelano per aver ascoltato la nostra richiesta e per aver messo a punto un decreto molto più chiaro del quale il governo colombiano non può che essere felice». Il ministero degli Esteri ha detto che nel nuovo decreto, il Venezuela rende molto chiaro non vi è nessun tipo di demarcazione dei confini, dal momento che le precedenti determinazioni hanno solo connotazioni amministrative. La Colombia ha anche chiesto di riprendere i negoziati con il Venezuela per definire le frontiere una volta per tutte, in modo da evitare problemi in futuro.