COLOMBIA. Le FARC riprendono le armi

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Un gruppo di dissidenti guerriglieri delle Farc colombiane dicono che nel 2016 la pace è fallita, e chiedono una nuova rivoluzione armata. Questo gruppo di ribelli delle Farc ha promesso di riprendere l’insurrezione in un’inversione importante per gli sforzi del paese per terminare i decenni di combattimenti sanguinosi. Il presidente colombiano Ivan Duque ha detto che l’esercito non darà tregua ai dissidenti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, riporta Scmp.

In un comunicato televisivo, Duque ha messo una taglia di quasi 900.000 dollari sugli ex comandanti delle Farc, i quali hanno annunciato in un video uscito il 29 agosto che l’accordo di pace del 2016 era fallito e che era giunto il momento di riprendere le armi. Nel video, Ivan Marquez, ex n. 2 delle Farc e capo negoziatore, ha detto che il gruppo è rinato e che utilizzerà armi e forza per affrontare la corruzione e i fallimenti dello stato.

Ha anche detto che “l’obiettivo strategico” del movimento è «la pace in Colombia con giustizia sociale, democrazia, sovranità e il decoro». Nel video di 32 minuti, Marquez appare accanto ad altri due dissidenti di spicco dell’alto comando delle Farc: Jesus Santrich e Hernan Dario Velasquez, detto “El Paisa”.

Marquez ha detto che la rinascita delle Farc «è la continuazione della guerriglia, in risposta al tradimento dello Stato sull’accordo di pace all’Avana». Marquez, che l’anno scorso ha abbandonato il seggio del Senato che gli era stato assegnato come parte del processo di pace, ha detto che stava parlando da Inirida, nella giungla della Colombia sudorientale, vicino al confine con Venezuela e Brasile; ha detto che il gruppo non riprenderà i rapimenti, ma che invece, «darà la priorità al dialogo con i proprietari di aziende, allevatori, commercianti e le persone ricche del paese in modo che contribuiscano al progresso delle comunità rurali e urbane».

Ha poi detto che il gruppo riprenderà a battere cassa a coloro che sono coinvolti in traffici illegali – come il narcotraffico e l’estrazione illegale – così come le multinazionali che “saccheggiano le nostre risorse”. Marquez ha detto che più di 150 ex membri delle Farc sono stati uccisi da quando hanno «ingenuamente deposto le armi in cambio di niente». Mentre la stragrande maggioranza dei membri delle Farc si è smobilitata, ci sono stati gruppi dissidenti fin dall’inizio. Non è chiaro ora se le loro file saranno rafforzate dal sostegno di leader ben noti e influenti come Marquez, Santrich e “El Paisa”. Ma Marquez ha detto che le Farc avrebbero cercato alleanze con un altro gruppo: l’Esercito di liberazione nazionale, o Eln.

Rodrigo Londono, che era stato il comandante delle Farc quando il gruppo è stato smobilitato ed è ora senatore, ha detto che non c’è stata una svolta all’accordo di pace: «Non un passo indietro quando si tratta di pace. L’obiettivo della stragrande maggioranza è la pace per la Colombia», ha scritto su Twitter. 

Luigi Medici